Un altro modo di giocare al Fanta — Fantasy Serie A for real football minds 🧠 #SerieA #SerieAFantasy

Milano
Joined February 2019
🚨 The Kickest 2026/27 season is now live! Your Serie A Fantasy season starts now! 🇬🇧 🇮🇹 Available in English & Italian.
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Wow, Roma have a really good schedule over the next 5 Rounds (let’s make that 6, here’s the link serieafixtures.live/), but a small yet important reminder: 🚨 Transfers will be unlimited between R11 and R12!
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Rapido, forte, aggressivo, tecnico. C’è tutto questo nel bagaglio di Kaiki Bruno, motore incessante sulla corsia di sinistra lariana. L’assist realizzato contro il Sassuolo ne è la prova: recupero alto di pura fame, tocco di esterno per liberarsi dell’avversario con un tunnel, pallone solo da spingere in rete per Douvikas. Si aggiungono 2 passaggi chiave e 2 grandi occasioni create, per un terzino tecnicamente raffinato e solidissimo nei duelli: infatti, è 1° tra i laterali difensivi per campionato per dribbling riusciti P90 (2.6, 66.7%) e fin qui non è ancora mai stato superato nell’uno contro uno (0 dribbling subiti). Ancelotti sorride 🇧🇷
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Continua il nostro osservatorio sull’andamento della @SerieA, rimpinguato di settimana in settimana da numeri sempre più convincenti. L’8° giornata è stata la quarta su otto disputate con 30+ gol segnati. Nell’intero campionato 2025/26, le giornate con almeno 30 gol furono soltanto due. Uno dei dati sin qui più emblematici per descrivere quanto sia cambiato il vento: nuove regole che tengono alto il ritmo, qualità generalmente più diffusa, più squadre che tentano di perseguire la propria idea di calcio con coraggio, meno spazio per la speculazione. Il risultato è un campionato spettacolare e ricco di spunti: un altro mondo rispetto a soli cinque mesi fa.
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A proposito, invece, di rigori. L’innalzamento della soglia sui contatti è una buona notizia, ma alcune interpretazioni continuano ad apparire forzate, soprattutto dentro l’area di rigore. Il dato più evidente riguarda proprio i penalty: nelle prime otto giornate ne sono stati assegnati soltanto 13, il minimo dell’era VAR. Sono il 57% in meno rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2017/18 e il 2024/25, pari a 30,5, e otto in meno del precedente minimo, i 21 del 2024/25. Se questo ritmo rimanesse invariato, il campionato si chiuderebbe con circa 62 rigori: il 59,4% dei 104 assegnati nel 2024/25, la stagione meno ricca dell’ultimo decennio, e meno di un terzo dei 187 del 2019/20, record dall’introduzione del VAR. La battaglia ai “rigorini”, però, rischia in alcuni casi di produrre l’eccesso opposto: contatti evidenti ignorati e decisioni difficili da comprendere, aggravate talvolta dal mancato ricorso alla revisione al monitor.
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Dopo lo 0-3 con la Lazio, Spalletti porta davanti ai microfoni un'analisi durissima: la fragilità della Juve «nasce nella testa» e i giocatori rincorrono gli eventi anziché anticiparli. Poi ammette di dover ripensare il rapporto col gruppo. Il problema va oltre il modulo: come convincere chi deve interpretarlo? La Juve è prima per passaggi completati nell'ultimo terzo e per quota di tocchi nella zona offensiva. Poi arrivano i tiri: ultima per percentuale di conclusioni dall'interno dell'area, quindicesima per xG per tiro (0,09). Il pallone arriva avanti, la manovra fatica ad arrivare in porta. Dominare la trequarti non basta. Douglas Luiz è primo per passaggi riusciti nell'ultimo terzo (161), Kalulu quarto (131): 0,72 e 0,52 xA. Per dare una misura, a Dybala in cinque giornate sono bastati 125 passaggi nella stessa zona per produrre 3,4 xA e quattro assist. Tanti «passaggetti», poche rifiniture vere. 52 tiri concessi, 19 nello specchio, appena 3,49 xGA: la Juve guida le graduatorie difensive. Eppure ha già subito otto gol. È il paradosso più frustrante: proteggere la porta meglio di tutti, ma ritrovarsi ancora a rincorrere. Fare tanto per concedere poco, e andare sotto comunque, consuma fiducia. Quattro volte sotto nelle prime sette partite, mai una vittoria in rimonta. E sei gol dopo il 75': alla vigilia della Lazio, nei cinque grandi campionati solo Barça (8) e Atlético (7) ne avevano segnati di più. Ma alla Juve hanno fruttato appena due punti recuperati, con Milan e Cagliari. Bremer parla dei tanti nuovi e di chi, ai primi fischi, ha paura o si nasconde. Spalletti lo richiama all'autocritica. Il capitano si scusa con tecnico e compagni; secondo Tuttosport sarà multato. Il caso rientra, ma a Spalletti resta il problema che Bremer ha descritto: come restituire fiducia a chi ha paura di sbagliare? Qualche attenuante ce l'ha: mancano Yildiz, Locatelli e Thuram. Invenzione, ordine, strappo. Spalletti ha però scelte da spiegare. Kolo Muani centravanti: un gol su 3,17 xG in sei giornate. Più largo avrebbe campo da attaccare fronte alla porta, senza giocare addosso ai centrali. Al centro Woltemade o un falso nove: Spalletti ha già inventato soluzioni simili. Quando lo sforzo non trova ricompensa, il sorriso si spegne. L'errore resta in testa, il passaggio difficile si evita, la corsa in più perde senso. ESSA, su Sports Medicine (2026), spiega che la pressione può spostare l'attenzione dalla giocata alle preoccupazioni. E che i giocatori possono percepire quella del proprio allenatore. Spalletti conosce quel meccanismo. Dopo Norvegia–Italia 3-0 disse che senza morale diventa difficile perfino rincorrere un avversario per cinquanta metri. Poi ammise di avere insistito troppo su inno, appartenenza e gridi di battaglia. Una retorica novecentesca, da trincea: pretende convinzione evocandola, anziché costruirla. Spalletti dice di aver scelto la condivisione. Ora rende pubblico il dubbio sul rapporto con i giocatori: è l'esposizione pubblica del disagio. Un allenatore non può correre al posto loro. Può però restituire senso a quella corsa in più. Prima di chiedersi se lo seguano, deve fare in modo che abbiano voglia di farlo.
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Tre neopromosse, tre vittorie. Non succedeva da 489 giornate: Frosinone, Monza e Venezia vincono nello stesso turno. L’ultima volta, all’11ª del 2013/14: Livorno-Atalanta 1-0, Sampdoria-Sassuolo 3-4, Verona-Cagliari 2-1. Il Livorno era allenato da Davide Nicola, oggi al Venezia.
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Tre neopromosse, tre vittorie. Non succedeva da 489 giornate: Frosinone, Monza e Venezia vincono nello stesso turno. L’ultima volta, all’11ª del 2013/14: Livorno-Atalanta 1-0, Sampdoria-Sassuolo 3-4, Verona-Cagliari 2-1. Il Livorno era allenato da Davide Nicola, oggi al Venezia.
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Abbiamo raccolto le statistiche più strane sul Venezia, sui precedenti delle squadre a zero dopo sei giornate e su Stroppa in Serie A. Dentro trovate il gol di Brignoli, le 11 sconfitte consecutive di Oddo a Udine e una regola dei 21 punti che, finora, non ha mai fatto eccezioni 👇 🔗 kickest.it/it/serie-a/notizi…
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📺 Rivediamola 06 — Le partite del weekend di @SerieA riviste da @ffrancescozito: cinque (s)punti sulla sesta giornata di campionato 🧵⬇️
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🧵⬇️ — Contro il Parma, l'@Inter ha alzato l'intensità generale del pressing, registrando un PPDA ben inferiore alla media delle precedenti giornate
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🧵⬇️ — Anche in questa Giornata il @VeneziaFC_IT ha concluso la gara con un coefficiente di xG superiore a quello dell'avversaria, raccogliendo meno di quanto prodotto e finendo per perdere la partita. Ma la fase difensiva rimane spericolata. Qui il resto 🔗 instagram.com/p/Debd79UiDAV/…
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⏳ Just a few hours until the long-awaited return of @SerieA! ⚽ If you’re still deciding which transfers to make on Kickest Fantasy Serie A, our Fixture Ticker can help you pick the best moves for the weeks ahead. 📊🔥 serieafixtures.live/?gw=6&gw…
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🚨 Fantasy Serie A is BACK! Round 6 is here — and Inter have a HUGE fixture 👀 Last season’s Kickest champion @fantasysocdata 🏆 breaks down: 🔥 The best Round 6 picks ©️ Captain choices for every Turn 🔄 His planned transfer 🤔 Why he’s avoiding a tempting Inter move ⚠️ Rotation risks with a packed schedule ahead Is Lautaro the obvious captain? And is spending 5 points on a transfer really worth it? 🎥 Watch the full Kickest Round 6 Preview below 👇 🔗 youtube.com/watch?v=DeA7KP9A…
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(...) Il primo passo è stato ricostituire quella base di fiducia e certezze, su cui Mancini intende costruire il futuro: a cominciare dal modulo. Il 4-3-3 è la struttura designata, quella che il CT preferisce, con cui ci portò sul tetto d’Europa. Quanto all’undici titolare, si può iniziare a tracciare una prima bozza. Il nostro fuoriclasse indossa i guanti. Davanti a lui, la solidità sembra essere finalmente ritrovata: tanti buoni segnali, a cominciare dalla leadership di Bastoni, mai così sicuro e determinante fuori dalla comfort zone di braccetto. Al suo fianco, la staffetta Mancini-Scalvini ha convinto. Sulla destra, l’auspicato passaggio di testimone Di Lorenzo-Kayode pare finalmente essersi concretizzato, in attesa di capire le sorti del desaparecido Palestra. Sulla sinistra, il rendimento tecnico-tattico ai limiti della perfezione di Calafiori non può che aprire il dibattito “Dimarco”: con questo modulo e queste richieste, quale sarà la sua gestione? Al momento, se si dovesse indicare un titolare per quella posizione, risulterebbe difficile non invocare un plebiscito per il terzino dell’Arsenal, per motivi di gamba, fisicità, tenuta nell’uno contro uno, capacità di accorciare forte in avanti e condurre dentro al campo. Ma è davvero fattibile tenere fuori un giocatore determinante come il laterale dell’Inter? Ѐ questo il primo vero nodo dell’Italia del futuro. Per quanto riguarda il centrocampo, le gerarchie appaiono delineate per due terzi: inamovibili Barella e Tonali, con il terzo interprete designato a seconda della partita. Le abilità di incursore di Frattesi, la brillantezza di Doumbia, la qualità di Fagioli o la gestione di Romano. Le soluzioni sono diverse e di buon livello. Senza dimenticare un assente che, nell’ombra, raduna un po’ tutte queste caratteristiche: Bryan Cristante. Il tema principale, però, si apre in attacco. Se tra Pio Esposito, Kean e Scamacca la scelta per un solo posto è ampia, con l’attaccante dell’Inter sempre più lanciato verso la titolarità, è invece evidente la carenza di esterni offensivi. Che in uno schieramento come il 4-3-3 non sono esattamente un dettaglio. Moise largo non ha convinto, Seba Esposito e Raspadori hanno mostrato buona capacità di dialogo sulle trequarti, ma faticano in ampiezza e difficilmente creano superiorità in conduzione; lo stesso vale per Maldini. Di Ali Zoma non abbiamo visto ancora nulla. Di Chiesa si sono ormai perse le tracce. Al momento, tra i convocati Vergara risulta l’unico esterno - anche se è improprio definirlo così per la mole di funzioni che svolge - credibile per un prossimo futuro (a meno che Mancini non intenda ripescare i vari Orsolini, Bernardeschi, Berardi). Nel frattempo, l’entusiasmante U21 di Baldini pullula di giocatori offensivi con passo e dribbling, a cominciare da Koleosho - l’identikit dell’ala rapida che ci manca - e Cisse, già importante nel Milan, passando per Liberali e Fini. Per colmare il vuoto di velocità e fantasia, la soluzione migliore l'abbiamo già in casa. In tal senso, l’unico appunto in due settimane gestite in maniera ottimale da Mancini: il mancato esordio di Samuele Inácio, che ne avrebbe blindato il futuro azzurro. L’identità di squadra e il clima ottimista ripristinati in poco tempo - operazione non scontata viste le premesse e i tanti nuovi da inserire - permettono di guardare con fiducia ai prossimi impegni. Sarà fondamentale mantenere una visione coerente e oculata nelle scelte, per integrare in rosa le caratteristiche giuste (piuttosto che i nomi), funzionali allo stile di gioco individuato. Con l’obiettivo di una Nazionale la cui gestione assomigli sempre più a quella di un club, che lavori a stretto contatto con le delegazioni giovanili, sulla scia dei modelli vincenti europei
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🔥 From a bad round… to 84th overall! Last season’s champion @fantasysocdata 🏆 bounced back with a Round rank of 101 and is now inside the Top 100 in @Kickest_it Fantasy Serie A ⚽ In the Round 5 Recap: 📈 What went right 🔥 The biggest hauls 📊 Updated Serie A power rankings 👀 Teams over/underperforming their xG 🏆 Plus: how the new Kickest Cup works ahead of Round 6 🎥 Watch the full Round 5 Recap on YouTube and subscribe 👇 youtube.com/watch?v=zpWI4rMc…
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L’ultimo pareggio senza reti dell’Inter risale al 13 febbraio 2023. A Marassi, contro la Sampdoria, la squadra nerazzurra non riuscì a trovare il gol e la partita terminò 0-0. Da quella sera sono trascorse 135 partite di Serie A senza che l’Inter chiudesse nuovamente un incontro sullo 0-0. È un ritardo enorme, soprattutto considerando che lo 0-0 rappresenta il 7,6% di tutte le partite di Serie A analizzate dalla stagione 2004/05 (la prima dal ritorno alle 20 squadre): in media, ne compare uno ogni 13 incontri. 🔗 kickest.it/it/serie-a/notizi…
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Abbiamo raccolto i gol di ogni giornata dal ritorno della @SerieA a 20 squadre: 23 stagioni, 841 giornate, 22.409 gol. Un (non)-tool che può diventare un tool, se siete abbastanza svegli da darlo in pasto a un LLM e fargli le domande giuste. Ci trovate informazioni utili, altre completamente inutili e abbastanza materiale per rovinare una cena.
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Il @VeneziaFC_IT è la settima squadra dal 2004/05 a perdere le prime cinque partite. Cosa è successo nei sei precedenti? Contiene le parole Treviso, Max, Niang. kickest.it/it/serie-a/notizi…
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142 non-penalty goals in 2026/27 ⚽ The third-highest tally in the last ten @SerieA seasons, behind only 2020/21 (167) and 2021/22 (143). Just 3 goals from the penalty spot. 📊
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The best GK on @Kickest_it Fantasy Serie A so far 🇬🇷
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