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Replying to @AlienoGentile
Molti, in una disfunzionale categorizzazione Destra-Sinistra, hanno nella propria storia gli orrori dei regimi autoritari di Destra e pensano che ad essi ci si contrapponga stando a sinistra. Ma ci si contrappone ripudiando i regimi autoritari, a prescindere dal colore 🧵
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I pensionati rappresentano il 48% dell'elettorato del PD, gli anziani (65+) addirittura il 50%. I giovani non arrivano al 18%. Sulla base di questi numeri, davvero pensiamo che il PD possa non avere posizioni conservatrici sulle pensioni? E più in generale, quando diciamo che un partito è progressista, perché non consideriamo anche la giustizia intergenerazionale come elemento della nostra valutazione? Da questo punto di vista il PD è un partito socialmente conservatore, punto. L'analisi completa sul mio canale youtube.com/live/lG6d3xtmFpM…
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Tra il 2022 e il 2025 l’Europa ha perso 37 milioni di tonnellate di capacità produttiva chimica, circa il 9% del totale. In Italia la produzione è oltre il 13% sotto i livelli del 2021.
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Crisanti, quanti ricordi.
Nel 2020 condusse un'indagine sierologica a Vo' Euganeo dove trovò 150 persone infette al 22 febbraio.
Si pose quindi la domanda:
"Se è vero che il virus vi è entrato nella terza settimana di gennaio, come è possibile che nessuno sia andato in ospedale fino al 20 febbraio? Come è stato trasmesso se non da chi non aveva sintomi?”.
E gnente, poi decisero di fare la prova del 9 evidentemente e chiusero asintomatici e fragili in casa per 3 mesi.
Hanno sterminato generazioni ma, oh! Erano proprio gli asintomatici(i ragazzini massimamente) a contagiare i fragili(gli anziani che crepavano)!
Fico nevvero?
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Giorgio Provinciali in questo collegamento dall'#Ucraina per #Inglorious_Globastards analizza gli ultimi sviluppi sul conflitto, dopo l'ennesimo tradimento di #Trump, ormai completamente asservito a #Putin.
youtu.be/d97d6Klv--M?si=h7i0… via @YouTube
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Replying to @SignorErnesto
Toccherebbe semmai a chi, per Costituzione, presiede il CSM.
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“tra tanti appassionati,c’eran pure alcuni più di sangue freddo,che stavano osservando con molto piacere che l’acqua s’andava intorbidando,e s’ingnegnavano di intorbidarla di più con quelle storie che i furbi sanno comporre e gli animi alterati sanno credere”
A.Manzoni cap. XII
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Ne ho le palle piene. Il disagio giovanile era di moda anche quando ero giovane e quando non ero ancora nato. Che palle tutte queste fanfaluche. Ogni generazione è a disagio perché la vita è difficile e lo è sempre stata.
La politica sfrutta i violenti e i frustrati. Intendo in diverso modo tutte le parti politiche.
Decennio dopo decennio le opposizioni parlano del disagio giovanile per incolpare le maggioranze pro tempore.
E via così.
Che palle.
Le violenze avvenute ieri a Milano sono inaccettabili e vanno condannate senza se e senza ma.
Alla condanna delle violenze dobbiamo aggiungere una riflessione seria sulle cause profonde del disagio giovanile che attraversa le nostre città e mettere in atto interventi concreti ed urgenti su stipendi bassi, affitti insostenibili, trasporti obsoleti e quartieri invivibili.
Il governo invece continua a rispondere alle emergenze introducendo nuovi reati e inasprendo le pene, una visione della sicurezza che rischia di intervenire soltanto quando il problema è già esploso, senza preoccuparsi di ciò che accade prima, senza interrogarsi su ciò che manca.
La vera sfida della politica è arrivare prima della violenza.
Maxgio retweeted
Ho letto numerosi commenti al mio post sulla deindustrializzazione italiana correlata ai costi energetici e alle tappe forzate di decarbonizzazione.
Giusto per rafforzare il messaggio, a beneficio dei negazionisti, riporto qui sotto il grafico con i dati di Eurostat che evidenziano l'andamento dei livelli di produzione delle aziende industriali energy-intensive rispetto agli altri settori manifatturieri.
E cito il commento della Commissione Europea al grafico stesso: «Higher energy prices have increased production costs particularly in energy-intensive industries, with negative repercussions for production levels».
Nei dati Eurostat sulle imprese europee, i costi derivanti dal sistema EU ETS (Emissions Trading System) rientrano nella sfera dei costi energetici generali e rappresentano una componente strutturale del prezzo complessivo dell'energia.
Chiudono le fabbriche in Italia, il carbonio vola altrove.
Il report del CSC di @Confindustria evidenzia come il calo delle emissioni climalteranti non sia primariamente frutto di investimenti in tecnologie pulite o di innovazione di processo a parità di output, bensì della chiusura fisica degli impianti produttivi, della contrazione dei volumi manifatturieri e della delocalizzazione delle produzioni ad alta intensità energetica (fenomeno del carbon leakage).
Viene sottolineata l'inadeguatezza dell'applicazione uniforme di regole rigide su basi di partenza asimmetriche: «Una condizione uniforme su basi di partenza disuguali produce chiusure, non decarbonizzazione.»
Inoltre, «Secondo recenti stime, il rafforzamento europeo delle politiche climatiche ha fatto aumentare le emissioni incorporate nelle importazioni di beni manifatturieri. Il tasso di rilocalizzazione si attesta in media europea attorno al 14% (per ogni 100 t di CO2eq ridotte sul territorio nazionale, 14 tonnellate ricompaiono attraverso le importazioni), spinto dai settori a più alta intensità energetica dove supera spesso il 30%. Per l’Italia, il tasso medio è dell’8% e raggiunge circa il 40% nella metallurgia di base. Caso emblematico è rappresentato dalle importazioni di cemento e clinker da Paesi extra-UE [...]. Le importazioni italiane di cemento e clinker extra-UE nel periodo 2018-2025 sono cresciute del 1.181%.»
Ulteriori future chiusure di impianti sono molto probabili: «L’azzeramento delle quote gratuite determinerà altre chiusure di imprese. L’acquisto dei diritti di emissione al prezzo di mercato per coprire le quote oggi gratuite determinerebbe un onere di spesa che supererebbe l’EBITDA per il 18% delle imprese manifatturiere in ETS, che impiegano circa 19mila dipendenti (16,5% del totale) e generano 744 milioni di valore aggiunto (5%).»
La relazione con il prezzo dell'energia è un altro fattore importante: «Il costo dell’ETS viene sostenuto sia dalle imprese manifatturiere, per le proprie emissioni di processo, sia dagli impianti di generazione termoelettrica e, per questo, il costo della CO2 ha un impatto sul prezzo dell’elettricità: l’ETS incide per circa 30 €/MWh sul prezzo marginale italiano [...]. L’aumento dei prezzi dell’energia riduce la produzione industriale e l’occupazione.»
Insomma: i dati del CSC indicano chiaramente che, per la manifattura, il raggiungimento degli obiettivi ambientali non ha coinciso con una reale trasformazione tecnologica a volumi costanti, bensì con la perdita secca di capacità produttiva, il calo dei margini aziendali e la sostituzione di filiere interne con fornitori esteri. Tale dinamica convalida pienamente l'ipotesi per cui le modalità di attuazione delle politiche di decarbonizzazione stiano determinando una vera e propria deindustrializzazione del Paese.
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Chiudono le fabbriche in Italia, il carbonio vola altrove.
Il report del CSC di @Confindustria evidenzia come il calo delle emissioni climalteranti non sia primariamente frutto di investimenti in tecnologie pulite o di innovazione di processo a parità di output, bensì della chiusura fisica degli impianti produttivi, della contrazione dei volumi manifatturieri e della delocalizzazione delle produzioni ad alta intensità energetica (fenomeno del carbon leakage).
Viene sottolineata l'inadeguatezza dell'applicazione uniforme di regole rigide su basi di partenza asimmetriche: «Una condizione uniforme su basi di partenza disuguali produce chiusure, non decarbonizzazione.»
Inoltre, «Secondo recenti stime, il rafforzamento europeo delle politiche climatiche ha fatto aumentare le emissioni incorporate nelle importazioni di beni manifatturieri. Il tasso di rilocalizzazione si attesta in media europea attorno al 14% (per ogni 100 t di CO2eq ridotte sul territorio nazionale, 14 tonnellate ricompaiono attraverso le importazioni), spinto dai settori a più alta intensità energetica dove supera spesso il 30%. Per l’Italia, il tasso medio è dell’8% e raggiunge circa il 40% nella metallurgia di base. Caso emblematico è rappresentato dalle importazioni di cemento e clinker da Paesi extra-UE [...]. Le importazioni italiane di cemento e clinker extra-UE nel periodo 2018-2025 sono cresciute del 1.181%.»
Ulteriori future chiusure di impianti sono molto probabili: «L’azzeramento delle quote gratuite determinerà altre chiusure di imprese. L’acquisto dei diritti di emissione al prezzo di mercato per coprire le quote oggi gratuite determinerebbe un onere di spesa che supererebbe l’EBITDA per il 18% delle imprese manifatturiere in ETS, che impiegano circa 19mila dipendenti (16,5% del totale) e generano 744 milioni di valore aggiunto (5%).»
La relazione con il prezzo dell'energia è un altro fattore importante: «Il costo dell’ETS viene sostenuto sia dalle imprese manifatturiere, per le proprie emissioni di processo, sia dagli impianti di generazione termoelettrica e, per questo, il costo della CO2 ha un impatto sul prezzo dell’elettricità: l’ETS incide per circa 30 €/MWh sul prezzo marginale italiano [...]. L’aumento dei prezzi dell’energia riduce la produzione industriale e l’occupazione.»
Insomma: i dati del CSC indicano chiaramente che, per la manifattura, il raggiungimento degli obiettivi ambientali non ha coinciso con una reale trasformazione tecnologica a volumi costanti, bensì con la perdita secca di capacità produttiva, il calo dei margini aziendali e la sostituzione di filiere interne con fornitori esteri. Tale dinamica convalida pienamente l'ipotesi per cui le modalità di attuazione delle politiche di decarbonizzazione stiano determinando una vera e propria deindustrializzazione del Paese.
Maxgio retweeted
Reggio Emilia è un’eccellenza mondiale sugli asili e le scuole d’infanzia, e lo rimarrà anche dopo questa orribile vicenda.
Vengono da tutto il mondo a studiare il suo modello educativo.
Tra cui alcuni docenti ed educatori di scuole ebraiche degli USA.
Allora a qualche genio - spinto dai Pro-Pal(le) locali - viene in mente di far firmare loro un documento in cui “prendono le distanze dall’occupazione israeliana a Gaza”.
Perché rappresenta un gesto intollerabile ?
1) non tutti gli israeliani sono ebrei (il 20% della popolazione è musulmana, ed pienamente cittadina israeliana con tutti i diritti e doveri), non tutti gli ebrei sono israeliani.
Confondere le due cose non è solo ignoranza: è discriminazione religiosa.
2) se, come si è tentato goffamente di affermare, si volevano solo ribadire i valori di pace e tolleranza alla base del modello educativo reggiano, perché allora non si chiede ad ogni musulmano in visita a Reggio di dissociarsi dalle azioni compiute da un qualsiasi governo arabo?
O perché non si chiede ad una delegazione di educatori turchi di dissociarsi dalle azioni contro i curdi, o ad una di americani di dissociarsi dalle affermazioni o politiche di Trump?
E soprattutto: a qualcuno di questi Pro-Pal(le) verrà mai in mente di chiedere a chicchessia di dissociarsi dal criminale attacco terroristico del 7 ottobre, oppure quella è “resistenza”, come vergognosamente è stata chiamata questo weekend nelle piazze di mezza Italia da un gruppo di fascisti rossi?
Tutte queste cose sarebbero ridicole e offensive. Come è stato ridicolo e offensivo quello che è successo a Reggio Emilia.
E lascia onestamente senza parole la difesa a spada tratta di quanto accaduto da parte di autorevoli esponenti nazionali del centrosinistra.
Maxgio retweeted
«Kjernekraft er fire ganger så dyrt som vindkraft.» NVEs regnestykke fra 2024 er riktig. Det er bare ikke ferdig.
Det holder ikke å bare regne på selve kraftverket. Strømmen må fraktes dit den trengs, og noen må levere når det ikke blåser. I de knappeste timene kan vi regne med minst 90 prosent av kjernekraften. Av vindkraften på land: 6 prosent.
Resten må dekkes av nett og reserve. Det har en betydelig kostnad som ofte blir skjult, men som jeg mener det går an å regne på.
I morgen, onsdag, legger jeg hele formelen åpent ut.
Hele metoden og alle tallene, så hvem som helst kan etterprøve dem.
Med nett og reserve i regnestykket:
Kjernekraft: 158 øre/kWh
Vindkraft på land: 183 øre/kWh
Flytende havvind: 303 øre/kWh
Å velge etter kraftverkskostnaden alene er som å velge seilbåt fremfor motorbåt fordi den er billigst – uten å spørre hvordan du kommer frem når det er vindstille.
Jeg sier ikke at jeg har fasiten. Jeg sier at vi bør regne ferdig før vi bestemmer oss.
Uenig? Regn på det selv, og fortell meg hvor jeg tar feil.
DN har saken i kveld. Lenke i kommentarfeltet.
Maxgio retweeted
Il paese spende 300 miliardi l'anno(esatto...300 MILIARDI) per pensioni dei dipendenti PA e salari dei dipendenti PA.
300 MILIARDI l'anno per pensioni che sono del 54% più alte delle pensioni private e per salari che sono del 30% più alti dei salari privati.
300 MILIARDI all'anno che sono pagati, INTEGRALMENTE, dai PRIVATI...ovvero quelli che prendono MENO di pensione e MENO di salario.
Italiani, é ora che vi svegliate. Gli strumenti per correggere questa distorsione regressiva esistono.
Il primo, più immediato, é porre immediamente un cap alle pensioni. Il secondo, più complicato ma più soddisfacente, é tagliare personale ove non produttivo.
Siamo in tempi di AI, usiamola. I servizi li paghiamo troppo.
Saluti,
Maxgio retweeted
Alle donne #afgane verrà vietato di studiare e svolgere mestieri sanitari. La conseguenza sarà che le donne non verranno più curate. #ONU dove sei???? #Occidente dove siamo noi?
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Simply disgusting.
Maxgio retweeted
Non deve scusarsi.
Vada a lavorare e la finisca con la propaganda.
Ritrovi dignità.



























