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Giornalista e critico musicale. Son per mia disgrazia uom di buon cuore.

Joined September 2010
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Nel complesso un disco abbastanza brutto, ma certe frasi di Magda Olivero sono da brividi (come il senso di morte nel finale, da "tutto tramonta, tutto dilegua" in avanti). Il confronto con Del Monaco, che spara fortissimo ogni parola dalla prima sillaba all'ultima, è impietoso.
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Un'opera di cui esistono un'infinità di registrazioni che io non ho quasi mai voglia di ascoltare, ma questa mi è piaciuta molto.
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Paolo Locatelli retweeted
🇮🇹 Riassunto di quanto ho capito (o non capito) delle manifestazioni recenti: ✅ La questione salariale è legittima. I salari al netto dell'inflazione ristagnano da 30 anni almeno. I giovani farebbero bene a chiedere maggiore CRESCITA. Non mi è chiaro se questo era parte delle rivendicazioni. ✅ I giovani (inclusa la mia generazione) hanno sempre pagato il conto, sia in termini di disoccupazione, sia in termini di condizioni di lavoro, sia in termini di maggiore debito pubblico da ripagare, sia in termini di minori servizi futuri da ricevere. Quindi, secondo me, è giusto che alzino la voce, possibilmente per rivendicare le cose che spettano loro. ✅ Il conflitto principale è tra la generazioni, anche questo credo sia supportato dai dati: spendiamo tantissimo per il passato (pensioni, interessi sul debito) e pochissimo per il futuro (scuola). Non ho però capito se è chiaro ai giovani. Temo di no. ✅ L'Italia spende da sempre pochissimo per la scuola, siamo quasi ultimi - e direi che i risultati si vedono. Qualunque rivendicazione in tal senso è legittima secondo me. 🟡 Le condizioni delle periferie sono note. A questo si aggiunge il tema integrazione. Non mi è chiaro se gli studenti protestino (anche) per questo. E soprattutto non mi è chiaro se abbiamo soluzioni. Temo di no. 🟡 La questione abitativa credo sia complessa. Siamo uno dei paesi con la % maggiore di proprietari di case e nella fascia 16-34 anni siamo molto sopra gli altri. Per dire, abbiamo 5 volte i proprietari di casa 16-34 anni della Germania **tra quelli che sono usciti di casa** (con il caveat che da noi escono molto meno). La sensazione è che il problema sia reale ma localizzato in zone specifiche (i.e. grandi centri urbani). Per il resto, considerando l'andamento delle variabili nominali a me sembra soprattutto un problema di reddito/crescita o di mismatch (pochi alloggi dove serve) più che di prezzo delle case fuori controllo. Ma su questo ditemi voi (voi esperti di housing, grazie). ❌ Non ha molto senso invece protestare per qualche miliardo in più per la difesa senza dire nulla (o aver detto nulla) sulle centinai di miliardi buttati via dal 2020 ad oggi. ✅ Resta pur vero che è politicamente difficile da far digerire che si spendano soldi in armamenti con le scuole che cadono a pezzi. Ma qui torniamo al punto precedente ed al fatto che le condizioni geopolitiche sono cambiate. ❌ Non capisco gli idioti totali che sfasciano le vetrine e non credo che rivendichino nulla di quanto sopra. Forse c'è un malessere generalizzato, forse non vedono futuro, evidentemente sono cresciuti in contesti davvero difficili e sentendosi esclusi dal sistema si sfogano sfasciando qualcosa. E forse tra questi c'è anche qualche idiota che non aveva davvero nulla da dire, se non la voglia di avere una felpa firmata. ❌ Chi organizza una manifestazione deve garantire l'ordine, anche a costo di farla a botte con chi è in piazza per altri scopi. Ragazzi, spiace ma altrimenti state a casa perchè sarete sempre vittime di 4 cretini che faranno molta più notizia delle vostre, legittime, rivendicazioni. End. Peace. 🕊️
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È il mese delle Resurrezioni.
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Paolo Locatelli retweeted
La cosa incredibile delle manifestazioni di questi giorni - per scuola e sanità all’altezza - é che avvengono dopo che il Paese ha speso **400 miliardi** per Superbonus e PNRR. La catastrofica incapacità di impiegare le risorse: contro questo bisognerebbe manifestare a gran voce
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Very sad news of the death of the great American soprano Martina Arroyo, aged 89.
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Paolo Locatelli retweeted
Prima o poi qualcuno dovrà farlo, un lavoro di inchiesta sui fondi del PNRR. Perché che abbiano portato come risultato uno zero è scandaloso. (Non sembra, ma c’entra pure con il taglio dell’Irpef.)
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Ogni volta che per qualche ragione una composizione sinfonica misteriosa e negletta attira la mia curiosità, scopro che Neeme Järvi l'ha registrata.
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Paolo Locatelli retweeted
Ringrazia Putin. Vuole le esecuzioni in piazza. Si scaglia contro il Nobel per la pace e la Cpi. Non so cosa deve succedere ancora per considerare Trump un pericolo.
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Beati loro.
Simon Rattle has extended his contract as Chief Conductor of the Bavarian Radio Symphony Orchestra and BR Chorus until 2033. (Pic: BR/Markus Konvalin)
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Questo lo sto aspettando con tanta curiosità.
🕊️ “Chi il bel sogno di Doretta” with the incredible @ErmonelaJaho & @BBCSO is streaming now! 🎧 Stream Now: ow.ly/S48750ZTTzW 🎧 Pre-order the Recording: ow.ly/VR4L50ZTTzX And listen first this Saturday on BBC Radio 3’s Opera on 3: 🎧 ow.ly/y4Z450ZTTzY
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Announcing our next Principal Conductor, Manfred Honeck! 📣 The Austrian conductor becomes the seventh Principal Conductor in our 80-year history, taking up the post from September 2028. 💬 "The Philharmonia has built a distinguished history of innovation and interpretation of the composers close to my heart. It is an honour for me to contribute to shaping the Philharmonia’s unique sound identity and to share it with audiences globally at major international venues, as well as in local communities." – Manfred Honeck, Principal Conductor Designate Find out more: philharmonia.co.uk/philharmo…
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Paolo Locatelli retweeted
Dunque, alcuni commenti positivi alla trovata qualunquista di Meloni suonano più o meno così: "è sempre positivo quando un governo taglia le tasse". Lascio a voi immaginare a quali commenti mi riferisco. Tagliare le tasse, specie quelle più "invise" (aggiungerei quelle più distorsive), è cosa buona e giusta ma le cose non funzionano così, non quando si tratta di bilancio dello Stato. Prima di tutto se una tassa è invisa (o distorsiva) va abolita, non ridotta a qualcuno e lasciata agli altri. In secondo luogo, ed è la cosa più importante, ogni riduzione delle entrate deve essere "coperta" dalle nuove risorse. Queste risorse possono essere nuovo gettito fiscale o di altra natura, corrente o una tantum, o nuovo indebitamento. Ci sarebbe una soluzione: tagliare le spese. Il bilancio di previsione assestato per il 2026 prevede un livello della spesa a 1252 miliardi (+4,5%) con un fabbisogno finanziario di 152,7 miliardi. E' possibile che in questa vastità di spesa pubblica non si trovino 2,4 miliardi, o più, di spese da razionalizzare? Un modo di commentare razionale sarebbe allora questo: "bene che si taglino le tasse, ora però le coperture non aumentino il fabbisogno di finanza ovvero il debito". Ultima cosa, negli ultimi anni è diventata prassi annunciare un provvedimento che aumenta una spesa o riduce un'entrata senza indicare dove si prendono le risorse che verranno a mancare; intanto annunciamo, poi cerchiamo le risorse, poi se le troviamo confermiamo anche per l'esercizio di bilancio successivo e ne cerchiamo altre. E' il modo migliore per finire in bancarotta se il ciclo economico dovesse cambiare il segno in negativo. Auguri Italia
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Il mercato delle registrazioni operistiche del passato è una nicchia curiosa: molte etichette - alcune non esistono più - che stampano, ristampano, rimasterizzano la stessa registrazione. Chiunque frequenti questi prodotti sa che la qualità è alterna e gli errori non si contano.
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Innanzitutto perché ci sono alcune differenze musicali - ad esempio la frase "Ein Schönes war" è spezzata, come facevano alcuni soprani per reggere il fiato - poi perché include un Prologo che nella serata del 1935 non era stato trasmesso (ma vabbè, potrebbe essere un'aggiunta).
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Facendo qualche confronto, ho capito che la registrazione proposta è invece il live da Vienna del 1944 diretto da Karl Böhm (per 80 anni di Strauss). La morale di questa storiella inutile è: prendere sempre con le pinze questi dischi e verificare cosa si sta ascoltando realmente.
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Un direttore che, dopo averne parlato con un suo grande collega in carriera, sto riascoltando tantissimo e che, casualmente, stavo ascoltando anche poco fa. Spesso illuminante, ma soprattutto mi riporta alla naturalezza della musica, senza tante sofisticazioni e narcisismi.
Born on September 15, 1876, Bruno Walter left his mark on classical music. Discover his story. 🎻🎼 tinyurl.com/42a83k2x #BrunoWalter #ClassicalMusic
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