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Joined May 2012
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Voglio ringraziare le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che anche oggi, nelle piazze italiane, hanno lavorato per garantire la sicurezza dei cittadini e il diritto di manifestare pacificamente, nonostante i tentativi di alcuni violenti di provocare scontri e disordini. Un ringraziamento al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti, ai questori e a tutti coloro che hanno coordinato e gestito le operazioni di ordine pubblico. Il diritto di manifestare va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. È in questa direzione che vanno anche le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri: dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città. Perché la sicurezza va garantita a tutti. A chi vuole manifestare pacificamente, a chi lavora e a chi vuole vivere la propria città senza paura. Senza lasciare spazio a chi cerca soltanto lo scontro e la violenza.
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È stato fermato dalla Polizia a Milano un 30enne considerato la presunta “mente” del “movimento 17 ottobre” e del profilo Instagram su cui si organizzavano azioni violente nelle principali città italiane. Si tratta di un 30enne vicino alla galassia pro Pal, che vanta contatti con gli ambienti antagonisti, giornalista free lance che ha collaborato con un noto quotidiano nazionale e con un importante istituto di ricerca. La sua individuazione da parte delle Forze di polizia testimonia le grandi capacità dei nostri investigatori e riafferma un messaggio chiaro e inequivocabile: non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata contro chiunque pensa di poter organizzare aggressioni e rivolte credendo di riuscire a nascondersi dietro un passamontagna o l’anonimato dei social.
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Grazie @stanzaselvaggia che mi ha confermato che il mio investimento nell’editoria è un dovere civico verso le generazioni future. Affinché siano consapevoli della differenza tra vero giornalismo e chi vende odio senza etica e morale per un click. So che le sue opinioni sono in vendita, ma io non ho intenzione di comprare spazzatura. Saluti.
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"Direttore non firmerò. Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario - risponde la presidente del Consiglio Giorgia Meloni raggiunta al telefono dall'Adnkronos - Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma in coscienza non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati. È dieci volte tanto rispetto a quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell'autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia. Dopodiché se le associazioni rappresentative vorranno cercare insieme una soluzione sono come sempre pronta ad ascoltarle, anche perché sono convinta che la gran parte dei magistrati comprenda la situazione e le priorità di questo momento". La premier è reduce da un lungo Consiglio europeo a Bruxelles che è stato dedicato in larga parte al caro carburanti e all'inflazione che pesano su famiglie e imprese. In questi giorni, raccontano, entra ed esce da riunioni e vertici per trovare le risorse necessarie a sostenere chi è più colpito da una crisi economica globale: l'autotrasporto, gli agricoltori, i pescatori, le famiglie. Secondo le stime solo per l'autotrasporto servono almeno 100 milioni. Il governo li sta cercando voce per voce, perché ogni euro conta. E proprio nello stesso momento la premier dovrebbe firmare il Dpcm per dare seguito alle sentenze che stabiliscono un nuovo metodo di calcolo per gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati e condannano il Governo a pagare anche gli arretrati: in concreto si stima fino a circa 100mila euro, arretrati compresi, per ogni magistrato, più l'aumento di circa 20.000 euro l’anno per gli anni successivi.
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Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos. A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti. Siamo con voi.
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Non è mia materia ma penso che andrebbero identificati uno ad uno, tutti, nessuno escluso, gli autori delle distruzioni di questi giorni e innanzitutto, pro-quota, andrebbero suddivisi su di loro e le loro famiglie tutti i danni, privati e pubblici, che ci sono stati. Alle cose ma soprattutto alle persone! Non capisco infatti perché centinaia di cittadini ed esponenti delle Forze dell’Ordine siano stati chiamati negli anni a risarcire danni a delinquenti e nessun delinquente sia mai stato chiamato a risarcire un Poliziotto, un Carabiniere, un commerciante, il proprietario di un auto, un comune. Lo Stato si fonda anche sulla responsabilità di chi infrange la legge e procura danni a cose e persone. Quindi, in attesa che ognuno di questi vandali paghi anche in altri modi, iniziamo a far pagare loro i danni economici.
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Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le Forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il Sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le Forze di polizia che - secondo lui - sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti. La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le Forze dell’ordine. Rassicuro il sindaco: l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette.
La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile.
In questa occasione e come sempre i poliziotti in piazza c’erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori. Se hanno faticato a contenere i violenti, la ragione sta nel fatto che chi indossa la divisa ha delle regole di ingaggio, ha senso di responsabilità, cerca di minimizzare le criticità e reagisce utilizzando la forza pubblica solo quando è strettamente necessario. Dall’altra parte ci sono invece dei delinquenti buoni a nulla e pronti a tutto che vogliono solo colpire, fare del male, creare danni, salvo poi mettersi a lamentare a favore di telecamera quando ci sono le cariche di alleggerimento della polizia.
Al di là di polemiche del tutto infondate, nei fatti le Forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità, intervenendo con equilibrio e accortezza nelle situazioni critiche in cui era necessario farlo.
In ogni caso, le azioni proditorie attuate da questi esagitati professionisti del disordine non resteranno impunite. Oltre ai numerosi arresti, sono state avviate le attività di indagine per assicurare i responsabili alla giustizia. Né la minore età di alcuni protagonisti può far pensare a una qualche forma di impunità.
La linea del Viminale, come sempre, è tesa a prevenire le violenze per evitare guai peggiori ma senza sconti sulle responsabilità individuali che saranno contestate in sede penale.
Chi si rende protagonista di simili azioni illegali avrà la conseguente risposta dello Stato che applicherà le leggi vigenti.
Si tratta evidentemente di violenza becera che non otterrà alcun risultato. Il governo infatti non si farà intimorire o condizionare da chi sceglie la strada della prevaricazione.
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I thank @GiorgiaMeloni for the support and a clear, unequivocal, principled stance. Thank you for understanding who the aggressor is and what it means to build a dignified and lasting peace. This is possible only through strength and joint efforts for our security.
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Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e - di nuovo - il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Allo stesso tempo introduciamo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico. Perché chi vince le elezioni deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto. Introduciamo anche il voto fuori sede per studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge: una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani. E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così.
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🔴 #BREAKING: il Parlamento ha approvato lo Stabilicum in via definitiva. Alla Camera 227 Sì, 164 No.
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Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: “regina di Coattonia”, “vacca”, “rana dalla bocca larga”, “str****”. E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una “ciociara, nella maniera più dispregiativa”. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”. Quindi, per questi signori, essere “ciociari” è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo. Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia. Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!
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Anche queste sono spese per la Difesa. Quelle che qualcuno chiama «spese per armi». A Torre Annunziata l’Esercito abbatte il fortino della camorra e restituisce quello spazio ai cittadini. Anche questo significa difendere l’Italia: proteggere le comunità, rafforzare la legalità, costruire futuro.
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Ti aspettiamo presto in campo, Jan 🧡
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Ho letto e ascoltato, come spesso accade, molte cose inventate di sana pianta sulle scelte di bilancio che riguardano la Difesa. Telefonate dai toni duri, scontri e discussioni tra me, il Presidente Meloni e il Ministro Giorgetti. Sapete quante telefonate di questo tipo ci sono state negli ultimi sette giorni? ZERO. Non una o due, che sarebbero anche normali. Zero. C’è stata una riunione. E non avevo bisogno che qualcuno mi spiegasse cosa sta accadendo all’energia, ai carburanti, all’inflazione o ai debiti sovrani. Lo capisco benissimo. Per questo mi sono limitato a dire che ritenevo già importante poter contare, per la Difesa, sullo 0,3% del PIL previsto per il 2027, rinviando a tempi migliori il ragionamento sulle ulteriori necessità. Senza discussioni. Senza lotte. Senza obiezioni. Senza vincitori né vinti. La sicurezza che oggi dobbiamo garantire è anche quella economica delle famiglie, di fronte a una crisi che arriva dall’esterno e colpisce tutti. Oggi, invece, scopro dalle parole di un sedicente leader dell’opposizione che il Governo avrebbe deciso di spendere «14 miliardi in più in armi». Il Governo proporrà al Parlamento di utilizzare la clausola di salvaguardia europea, nata per le spese di difesa e oggi estesa anche alla sicurezza energetica, per finanziare sia la sicurezza sia gli interventi contro il caro energia. La Difesa ha aperto la strada a una flessibilità che consente anche di aiutare famiglie e imprese. Una scelta intelligente e utile. Ma sono utili anche le spese per la Difesa, presidente Conte. E ridurle tutte alla parola «armi» significa ignorare, o fingere di ignorare, ciò di cui si parla. Su 100 euro destinati alla Difesa: • 60 vanno al personale: donne e uomini di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e personale civile. Complessivamente, 278.000 persone. • 10 servono al funzionamento quotidiano: carburanti, manutenzioni, divise, mense. Risorse che alimentano il lavoro di migliaia di commercianti, artigiani e piccole imprese. • 30 finanziano gli investimenti, che comprendono anche gli armamenti necessari ad assolvere il nostro compito: difendere i cittadini e la democrazia. Quegli investimenti sostengono un comparto che dà lavoro a oltre 300.000 persone. Non soltanto Leonardo, Fincantieri o Iveco, ma centinaia di grandi, medie e piccole aziende. E alimentano una crescita tecnologica e scientifica con ricadute fondamentali anche nella vita civile. Chi attacca in modo superficiale e indiscriminato le spese per la Difesa colpisce quindi il personale, il lavoro, le imprese e la capacità di innovazione del Paese. Soprattutto, dimentica il compito al quale queste risorse servono: quella difesa della Patria che la Costituzione definisce «sacro dovere del cittadino». A questo punto, però, mi sia consentito distinguere. C’è chi si oppone per un pacifismo sincero o per profonde convinzioni morali. Ha il mio pieno rispetto. C’è chi lo fa per convenienza politica, perché essere contro, senza approfondire, può portare voti. Ne comprendo il calcolo, ma non condivido questo modo di fare politica. E poi c’è chi lo fa perché sta dalla parte dei nostri nemici. Per questi ultimi ho solo disprezzo.
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Luna Rossa were sensational in Naples...
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Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti. Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane.
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Preliminary Regatta Naples Luna Rossa 1 Senior Team Winner #LunaRossa #AmericasCup
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Napoli ha mostrato oggi alla @americascup i suoi due mari: uno è lo specchio d’acqua del suo meraviglioso golfo che oggi ha visto @lunarossa vincere queste seconde fantastiche regate preliminari; l’altro è quello della travolgente passione e del grande cuore della sua gente che in questi giorni ha occupato ogni spazio rendendo tutto speciale. Ci hanno gratificato gli occhi delle persone, i sorrisi, gli abbracci e i grazie per aver realizzato tutto quello che si è visto, impreziosito dalla voglia di esserci e condividere un’emozione. La vittoria di Luna Rossa non è solo un risultato sportivo, è anche la certificazione della qualità del lavoro di squadra, dell’allenamento, del talento, della ricerca e dello sviluppo. Ha vinto anche Napoli e con lei l’Italia, trasformando in una festa non solo ogni regata, ma ogni momento di queste preliminari. A Peter Burling, Marco Gradoni, Maria Giubilei, Gianluigi Ugolini, Max Sirena e a tutte le donne e gli uomini di Luna Rossa va il nostro grazie e tutta la nostra “spinta” per i prossimi mesi. Queste regate erano un’anteprima del grande avvenimento, ma siamo già profondamente immersi in quello che di meraviglioso organizzeremo da maggio 2027 e anche prima, mostrando ancora una volta al mondo la qualità dell’Italia. Come Governo guidato da @GiorgiaMeloni proviamo l’orgoglio di lasciare tante positive eredità, a partire da Bagnoli che stiamo risvegliando da un “sonno colpevole” durato 35 insopportabili anni. Oggi lasciamo parlare le emozioni e la gioia di una città che ha vissuto intensamente questa vittoria di tutti, che non sarà l’ultima 🇮🇹 @Palazzo_Chigi
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Una domenica speciale ✨ Migliaia di persone sul lungomare Caracciolo per vivere da vicino l’ultimo atto delle regate preliminari dell’America’s Cup. Famiglie, appassionati, curiosi: una folla entusiasta per una grande festa di sport. #AmericasCup #AC38
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