Domani è un altro giorno

ddc
Joined January 2016
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Este é São Maximiliano Kolbe. Quando os nazistas selecionaram dez prisioneiros para morrer de fome no bunker de castigo, um deles gritou que tinha mulher e filhos. Kolbe saiu da fila, falou em alemão perfeito e disse que era padre, não tinha família e queria tomar o lugar. Aceitaram. Durante duas semanas, na cela sem comida nem água, ele rezou, ouviu confissões e manteve os outros de pé. No fim, ainda vivo, recebeu uma injeção de ácido carbólico. O corpo foi queimado. Foi a lógica mais simples e mais antiga: se alguém deve morrer, que seja eu. No campo onde se tentava provar que o homem não vale nada, ele provou o contrário com a própria morte.
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Quest’uomo si chiamava Enrico Mattei. È stato uno dei grandi italiani del Novecento. Forse troppo grande. Partigiano, comandante della Resistenza cattolica, politico, imprenditore illuminato. Ma prima di tutto: un visionario. Uno che letteralmente si è fatto dal niente, lui, nato povero nel 1906 da una modesta famiglia marchigiana, a vent’anni è già dirigente di una piccola azienda e a trenta imprenditore nel settore chimico. Durante la guerra entra nella Resistenza e diventa uno dei capi del CLN. Viene pure arrestato dal fascismo ed evade dal carcere in modo rocambolesco un mese dopo. Organizza uomini, armi, viveri, costruisce reti di contatti tra preti, operai, contadini e industriali. Finirà per essere uno dei sette esponenti del CLN alla testa della manifestazione, il giorno della Liberazione di Milano. Finita la guerra, nel 1945 il governo gli affida il compito di liquidare l’Agip, considerata un carrozzone inservibile, un relitto del fascismo. Lui disobbedisce. Capisce che l’Italia, se vuole rinascere, ha bisogno di energia, non di svendersi. Così salva l’Agip, la rilancia, e nel 1953 fonda l’Eni, che diventerà il motore dello sviluppo economico italiano. Non lo fa dietro una scrivania. Sale a bordo del suo aereo e vola direttamente a trattare coi Paesi produttori, rompendo il monopolio delle Sette Sorelle. Tratta tutti alla pari, offrendo ad arabi e iraniani il 50% dei profitti, violando le regole del cartello. Fa dell’Eni un motore economico e insieme uno strumento di politica estera. Collabora con l’Unione Sovietica, dialoga con i Paesi arabi, parla di dignità e indipendenza in un tempo (mai finito) in cui l’Italia è sotto l’influenza soffocante degli americani. Rovescia la piramide nei rapporti tra Nord e Sud del mondo, e lo stesso fa anche nei rapporti tra “padrone” e dipendente, restituisce dignità ai lavoratori, realizza luoghi di lavoro e di socialità a misura d’uomo. A molti quell’imprenditore ribelle che ha cambiato le regole del mercato, del lavoro, della politica e della comunicazione non piace. Perciò già allora, e ancora oggi, sono in pochi a credere che sia stato solo un tragico incidente quello del 27 ottobre 1962, quando il suo aereo precipita nelle campagne di Bascapè poco prima di atterrare all’aeroporto di Linate. Anni di indagini, inchieste, rivelazioni, sospetti - e pure silenzi, omertà e depistaggi - non riusciranno a far piena e definitiva luce su uno dei grandi misteri italiani. Aveva 56 anni. Oggi sono esattamente 63 anni da quel giorno. E chissà come sarebbe cambiata la storia italiana senza quello schianto. Enrico Mattei è stato un patriota vero al cospetto di tanti sedicenti patrioti. Un italiano indimenticabile. E, per questo, in un Paese senza memoria né gratitudine, dimenticato. – at Reggio Emilia, Emilia Romagna
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70 Christians were marched into a church and beheaded. Women, children, and the elderly are being targeted by suspected ISIS-linked militants in the Congo. The ACLJ is taking this fight to the U.N. to demand justice and protection. Stand with persecuted Christians: aclj.pulse.ly/mnpgf4c2cw
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Dopo aver chiesto e ottenuto la testa di @SigfridoRanucci ,La Russa ora vuole anche quella della Ponzani. Prepariamoci a sostenerla e a difendere la libertà di opinione e la ricerca storica.
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Il Governo ha perso. A #Napoli la #Polizia si è tolta i caschi e ha sfilatato assieme ai manifestanti aprendo loro la strada. Il #governomeloni ha perso. Condividete tutti queste immagini storiche. #Sciopero #MELONIDISASTRO
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La professoressa Ponzani non si scusa, anzi ha dato mandato al suo avvocato per eventuale controquerela nei confronti di larussa. In maniera pacata, puntuale e precisa la prof.ssa #MichelaPonzani ha impartito una lezione di stile, di storia e di libertà al Presidente Ignazio #LaRussa che aveva annunciato di querelarla. E ha ricordato una cosa importantissima: gli storici non servono a celebrare il potere ma a smontare le narrazioni di comodo. Michela Ponzani torna a rispondere a Ignazio La Russa, contestando una concezione del potere che richieda deferenza ai cittadini. A Otto e Mezzo, la storica collega il revisionismo alla riscrittura del passato per condizionare il presente: nella sua lettura, occultare la memoria del Paese favorisce “una cultura dei pieni poteri”. Da questa riflessione nasce il richiamo alla Costituzione: “Non siamo più sudditi, siamo cittadini. Io sono uguale al Presidente La Russa secondo l’articolo tre della Costituzione italiana, siamo uguali”.
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Napoli è tutta qui, ma nessuno nei TG ne parla perché non ci sono morti ammazzati, e non c'è la “monnezza” in primo piano e non fa comodo ai soliti pregiudizi razzisti. Sabato a Piazza Municipio, durante il corteo contro il carovita, è andata in scena una lezione di civiltà e rispetto. Quando i manifestanti hanno chiesto pacificamente agli agenti di togliersi i caschi al grido di “Unitevi al popolo”, le forze dell'ordine hanno risposto con intelligenza e rispetto. Hanno sciolto il cordone di sicurezza, si sono tolti il casco protettivo e hanno camminato a volto scoperto davanti e a fianco al corteo, accompagnandolo tra gli applausi della gente. Un popolo di manifestanti civili che ha saputo protestare con enorme dignità e poliziotti che hanno dimostrato che si può gestire l'ordine pubblico con umanità. Questa è la vera Napoli. Una città e un popolo di cui essere assolutamente orgogliosi
Complimenti al popolo Napoletano ❤️👏#napoli la #polizia insieme con i manifestanti @lacagnolino
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Il governo Meloni è in carica da 48 mesi e ha prodotto 57 nuovi reati; ha inondato di querele giornalisti e comuni cittadini; è ricorso per 130 volte alla fiducia, una ogni 11 giorni: numeri di chi di gestire un Paese e democrazia non ha la più pallida idea
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Un pensiero al giorno a Padre Dall'Oglio e a tutte le persone rapite. Che tornino presto alle loro famiglie #PadreDallOglio @paoladelusa
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أقسم لكم بالله، في شوارع مدينة غزّة أنين الأطفال لا ينقطع داخل الخِيام من شدة الجُوع.. يارب رحمتك بنا وبأطفالنا.
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LA CORTE DEI CONTI: COMUNISTI!!! impresaoggi.com/it2/2737-ita… Non lo vedrete al Tg1. Non lo sentirete nei talk. Ma è successo davvero. La Corte dei conti, l'organo più alto e indipendente di controllo dello Stato, quello che la Costituzione mette a guardia dei nostri soldi, ha appena demolito il governo Meloni. Non con un'opinione. Con il "Giudizio di Parificazione sul Rendiconto Generale dello Stato." L'atto tecnico più importante dell'anno. E quello che emerge è una radiografia drammatica, vergognosa, di un Paese in caduta libera. Leggere con attenzione, perché qui non c'è una singola critica. C'è il fallimento di un intero modello: 1. SANITÀ: "Liste d'attesa vergognose per un Paese civile". Sono parole testuali della Corte. Non mie. Mentre loro tagliano e fanno propaganda sulle performance, milioni di italiani rinunciano a curarsi. La Corte dice chiaro: i soldi in più messi non si trasformano in prestazioni. Perché mancano medici, infermieri, perché si preferisce pagare i gettonisti invece di assumere. È la distruzione del Servizio Sanitario Nazionale. 2. FISCO: "Un sistema che premia i furbi e punisce chi ha sempre pagato". Anche questa è citazione diretta. Condoni, concordati, rottamazioni. Il messaggio è chiaro: se sei evasore, questo governo ti stende il tappeto rosso. Se sei dipendente, pensionato, artigiano onesto che paga fino all'ultimo euro, sei un pollo da spennare. È la più grande ingiustizia sociale legalizzata. 3. BALNEARI E PRIVILEGI: Le proroghe infinite. Contro l'Europa, contro la legge, contro il mercato. Per proteggere i soliti amici. La Corte li bacchetta da anni e loro continuano a fare le stesse marchette. Feudalesimo, non liberismo. 4. PNRR: Una gestione imbarazzante, a rischio frode e infiltrazione mafiosa. Hanno preso i più grandi fondi europei della storia repubblicana e li stanno gestendo da dilettanti. Ritardi, progetti cambiati in corsa, dati che non tornano, controlli inesistenti. La Corte parla di altissimo rischio di frodi e infiltrazioni criminali. Stanno buttando nel cesso l'unica vera occasione di rilancio del Paese. 5. DIFESA AL 5% DEL PIL: Follia pura. In un Paese con stipendi da fame, ospedali al collasso e scuole che cadono a pezzi, loro vogliono portare le spese militari al 5%. Per compiacere Trump e l'industria delle armi americana. Soldi nostri, tolti a sanità e lavoro. 6. CARCERI: Condizioni disastrose, disumane. La Corte chiede un piano straordinario di edilizia penitenziaria. Perché teniamo le persone in condizioni che l'Europa ci condanna da anni. Siamo incivili. E questo governo non ha fatto nulla se non slogan sull'insicurezza. 7. PUBBLICO IMPIEGO: Pagati una miseria e trattati da fannulloni. Infermieri, insegnanti, impiegati comunali. Lasciano tutti perché non si vive con quegli stipendi. La PA crolla, e loro si lamentano che non funziona. 8. PARLAMENTO ESautorato. Mancanza totale di trasparenza. Decreti omnibus, fiducie a raffica, emendamenti notturni. Governano per DPCM e comunicati stampa, come se le Camere fossero un fastidio. Questo non è un governo. È una operazione di propaganda permanente che sta affondando l'Italia. E la cosa più grave? Lo sapete già. Di tutto questo non parlerà nessuno. I telegiornali faranno finta di nulla. E se qualcuno ne parlerà, da destra partirà il solito ritornello: "Sono comunisti. Sono toghe rosse. Ora anche la Corte dei conti è comunista". Hanno dato del comunista a Bankitalia, all'Istat, all'Europa, ai giudici, ai medici, ai presidi. Ora tocca alla Corte dei conti. L'unico organo che dovrebbe far paura a chi spreca i soldi pubblici. Eduardo Rina 25 ottobre 2026
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Un pensiero al giorno a Padre Dall'Oglio e a tutte le persone rapite. Che tornino presto alle loro famiglie #PadreDallOglio @paoladelusa
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Mandano la Digos a prendere gli 11enni a scuola mentre a Roma la mafia sta facendo il cazzo che vuole.
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Una RAI così assolutamente schierata non l'ho mai vista. È sempre stata filogovernativa e prona al potere, e faceva schifo con Berlusconi, Renzi, col Conte I e Salvini, ma così totalmente, proprio totalitaria, aderente al governo, mai.
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Niemieccy sadyści rozcinali nogi tej pięknej, 20-letniej dziewczyny, wcierając w otwarte rany brud, bakterie i odłamki szkła. Bestialsko bili ją do nieprzytomności w lochach gestapo. Cudem przeżyła, wyrzucona już jako zagłodzona do trupiarni. Nic jej nie złamało. Łączniczka w konspiracji. Wielki obrońca rodziny i życia poczętego. Przyjaciółka i współpracownik Jana Pawła II. Lekarz psychiatra. Harcerka. Wielka patriotka. Wspaniała niewiasta. Niezłomna. Więziona w Ravensbrück. Poddawana zbrodniczym eksperymentom pseudomedycznym i bestialsko katowana przez niemieckich zbrodniarzy. Skazana na śmierć. 3 lata temu, 24 X 2023 zasnęła w Panu PROF. DR WANDA PÓŁTAWSKA.
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Par🇮🇹le - Un gioco di parole al giorno (Wordle in italiano) share.google/woIYwA2A5t6LSXT…🇮🇹le n°1754 5/6 ⬜🟨⬜⬜⬜ ⬜⬜⬜⬜🟩 ⬜🟩⬜⬜🟩 🟩🟩⬜⬜🟩 🟩🟩🟩🟩🟩
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A Roma è in atto una guerra tra clan a suon di bombe carta davanti ai negozi con connessi rischi per l'incolumità dei passanti ma questi preferiscono mandare i parà a proteggere le vetrine di Milano Con i minorenni è più facile fare i duri. Con i clan ci si aprono le bisteccherie
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Avete mai visto la faccia del sedicenne ITALIANO della minicar che ha procurato un crauma cranico grave a Iacopini, poi sottoposto a due delicati interventi neurochirurgici? Io no, non l'ho mai vista! E invece la faccia di quel ragazzino straniero di 11 anni?
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Retweet if you think there should be a worldwide ban on trophy hunting. #BanTrophyHunting
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Il governo stanzia 105 milioni per trasportatori, pescatori e agricoltori. Schifani stanzia nella Sicilia in ginocchio 140 milioni per il padel,canili e toilette. L'opposizione posta le carte in procura.
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