Al di là della (legittima) rivendicazione politica, se non si coglie che questi temi sono prioritari per le società del 21esimo secolo le nostre democrazie saranno esposte a rischi inqualificabili. Difesa, autodeterminazione, sana competizione elettorale, diritti personali.
Da quattro anni parlo con preoccupazione di guerra ibrida.
Oggi tutti sembrano scoprirla, insieme alle nostre vulnerabilità di fronte agli attacchi cyber.
Eppure continuiamo a sottovalutare anche altri aspetti come la guerra cognitiva: la profilazione delle persone, l’utilizzo dei dati e delle neuroscienze per influenzare i comportamenti, la manipolazione dell’informazione e la presenza sempre più pervasiva di attori ostili nello spazio digitale.
Tra qualche anno scopriranno anche la guerra cognitiva e le altre forme di guerra ibrida.
E, come sempre, si stupiranno di non averla vista arrivare.
Smettiamo di rincorrere le minacce e iniziamo ad anticiparle, anche rendendo più difficile portarle a termine.
La sicurezza a 360 gradi deve diventare una priorità nazionale.
Ora, non quando sarà troppo tardi.
Stefano Leanza retweeted
I believe six new Jewish members of Congress elected plus two new Jewish governors, all Democrats.
Replying to @maurorizzi_mr
La moglie lavora, fa la psichiatra in una nota clinica in Michigan, hanno figli e stanno assieme da 20 anni. Al Sayed l'ha semplicemente ringraziata dell'aiuto e del supporto mentre lui faceva la campagna. Siete ridicoli
Stefano Leanza retweeted
When Putin seized Crimea, both Europe and America were quite openly making calls, holding meetings, and sending signals to the Ukrainians who were in power at the time that there should be no escalation – let's just keep things friendly and leave things as they are for now. And we lost Crimea. After that, we lost part of Donbas. But the shooting in the east continued. There was no peace.
People think we were always helped. That is not true. Help started coming after the full-scale invasion, but that was after eight years of Russia occupying our territory. That is a long time to figure things out and understand that Putin has no intention of giving anything back to us.
At one point, some Europeans asked me: “Why do you think that if you withdraw from Donbas, he will go further?” And I answered: “Because at the beginning of the war, he wasn't seizing Donbas. He came to the capital. He seized parts of Zaporizhzhia and Kherson regions, Kherson itself, and Kharkiv region.” We have retaken a lot of territory, but he had seized different parts of our country. And now they want us to give them something because they are unable to seize it. We may have a smaller territory, less money, and fewer weapons, but we still have more dignity than many others. We will do everything we can to end this war, but it must end in a way that preserves our dignity.
From an interview with ZDF. (2/3)
Stefano Leanza retweeted
Jon Ossoff, senatore democratico appena rieletto in Georgia e possibile candidato alla Casa Bianca nel 2028, fa questi discorsi 🔽 e sostiene, come gran parte dei dem, gli aiuti militari all’Ucraina.
In Italia abbiamo Conte. Uno che sull’Ucraina è arrivato a elogiare Trump per aver «smascherato la propaganda bellicista dell’Occidente».
Ma dove ci presentiamo?
Stefano Leanza retweeted
Both parties need to recognize that Americans do not like extremism of either the far right or left.
Stefano Leanza retweeted
Dear Democrats,
You do NOT have a mandate to go woke and give your extreme base whatever they want.
You are RENTING this coalition. You do not yet own this coalition.
Don't make the same mistakes Trump made after winning in 2024.
Govern accordingly
washingtonsun.com/perspectiv…
Interessante che secondo alcuni sondaggi gli elettori ebrei abbiano votato per i Dem quasi al 70% mentre a leggere i liberali italiani che guardano a destra parrebbe che i Dem siano diventati il cavallo di Troia del jihad. Mi riferisco anche ad altri post di Marattin (e di altri)
Solo due le mie considerazioni sull’esito delle mid-term americane:
1) nei sistemi rigidamente bipartitici (quale, ad esempio, non è più il Regno Unito ma che invece rimangono gli USA) funziona così: quando uno proprio non ti piace, voti l’altro.
Personalmente sono molto preoccupato dalla deriva del Partito Democratico americano (anche di quello italiano comunque), che è ben rappresentata da alcuni (terribili) candidati di queste mid-term elections o dal sindaco di New York.
Ma il Presidente Trump ha rappresentato (e ancora rappresenta) una violazione talmente smaccata di ogni principio di razionalità, che non posso non vedere con favore il risultato di stanotte.
Dopodiché, per favore, a nessuno venga voglia di copiare - più di quanto non sia già stato fatto - un sistema del genere. Già siamo sulla buona, cioè pessima, strada.
2) in tempi in cui nelle piazze italiane vediamo bandiere di Hamas, di Hezbollah e della Corea del Nord (e in tempi in cui più di uno guarda con ammirazioni agli “uomini forti” di Russia e Cina), penso vada ancora una volta festeggiata una società liberal-democratica dove l’esecutivo trova i suoi contrappesi nella Costituzione e negli organi che la fanno rispettare, e soprattutto nella volontà popolare che si esprime periodicamente e in modo totalmente sovrano.
In quasi mezzo secolo di vita non avrei mai pensato di doverlo sottolineare ma, ahimè, questi sono tempi strani.
Decisamente non ho simpatie per il PLD, ma mi urta sempre questo approccio snobistico nei confronti dei piccoli partiti, soprattutto da parte di chi si dichiara "democratico" e in realtà ha come filosofia politica il banale "extra Ecclesiam (o meglio parrocchiettam) nulla salus".
Stefano Leanza retweeted
In fondo, alzando via via la soglia la Lega potrà dire di aver mantenuto la promessa di una “flat tax” all’irrealistica e insostenibile aliquota del 15% nell’unico modo finanziariamente possibile, cioè a vantaggio e privilegio di una sola sotto-categoria di contribuenti 👏

























