Stefano Piccioni retweeted
Le vittorie per osmosi del campo largo
#Midterms2026
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Se uno vuole vedere un campionario sconcertante di gente che non capisce un cazzo del mondo e di come funzionano le cose, deve leggersi i tweet di quelli che si lamentano perché l’aereo per tornare al paese a Natale costa troppo. Quelli che dicono che “uno Stato serio metterebbe a disposizione i voli a prezzi popolari”.
Scusate la brutalità del giudizio, ma comincio ad averne le palle piene di chi passa la vita a lamentarsi per qualsiasi cosa
Qual è la velocità di volo di una rondine senza carico?
Vediamo quanta percentuale di nerd è ancora in voi… io rido sempre a queste scena da quasi cinquant’anni….
youtu.be/RbTaP0_Galg?is=oLGK…
Potevo non insufflarvi aria (di scienza) e il beffardo e ilare messaggio scientifico del venerdì? No non potevo!
Emblematico… Certo io non sono razzista, ma non faccio testo, ho un lavoro, una casa, un minimo di preparazione culturale e la pancia piena… facile per me non esserlo… difficile spiegarlo al signore (personaggio) del film…
youtu.be/gxO-Ldgo0R8?is=ptj5…
Stefano Piccioni retweeted
(alert pippone)
Ogni volta che pubblico su X un post sulle banche, anche quando mi limito a riportare una notizia o un virgolettato, le reazioni sono quasi sempre le stesse: rabbia, rancore, insulti. Mi colpisce soprattutto una cosa: non è necessario che una banca abbia fatto qualcosa di sbagliato. È sufficiente che guadagni. Come se il profitto bancario fosse, per definizione, un guadagno sottratto a qualcun altro. Perché?
C'è sicuramente una memoria collettiva difficile da cancellare. I crac finanziari, dai bond argentini a Cirio e Parmalat, fino alle crisi di Banca Etruria, delle popolari venete e di Mps, hanno lasciato ferite profonde. E quando si perde la fiducia in chi custodisce i propri risparmi, riconquistarla è molto più difficile che ricostruire un bilancio. A questo si aggiunge la convinzione, non sempre fondata ma parecchio diffusa, che quando le banche guadagnano i profitti siano privati, mentre quando sbagliano il conto finisca per essere pagato dalla collettività.
Poi c'è l'esperienza quotidiana. I clienti vedono i miliardi di utili annunciati dagli istituti, ma ricordano soprattutto le rate dei mutui aumentate, le commissioni sul conto corrente e gli interessi spesso modesti riconosciuti sui depositi. Difficilmente ragionano in termini di costo del capitale, requisiti patrimoniali o qualità del credito. E non si può pretendere che lo facciano. Per una banca la redditività è una misura di efficienza e solidità ma per un cliente può diventare la prova di uno squilibrio. Soprattutto se nel frattempo è scomparso il direttore di filiale che conosceva la sua famiglia, il suo lavoro e la sua storia, sostituito da procedure automatizzate, call center e algoritmi. Le banche sono diventate più efficienti, ma spesso anche più lontane. Il corporate non va nei capannoni delle aziende ma spesso si limita a valutarne l’affidabilità guardando i numeri freddi della centrale rischi.
C'è però qualcosa di ancora più profondo e, secondo me, molto italiano. Siamo un Paese che considera il risparmio quasi sacro, ma guarda con sospetto chi guadagna gestendo il denaro. Ammiriamo l'imprenditore che produce bulloni, costruisce case o dà lavoro a cento dipendenti. Facciamo molta più fatica a riconoscere il valore economico di chi finanzia quelle attività. Il profitto industriale ci sembra concreto, quello finanziario astratto, se non addirittura parassitario (è sempre colpa della speculazione, signora mia).
La politica sa cavalcare benissimo questo sentimento. Prendersela con le banche è una delle poche cose che mette d'accordo destra e sinistra, anche se per ragioni diverse (è sempre più comodo battere cassa con i banchieri e la finanza che tagliare la spesa pubblica scontentando utili elettori). Molto più difficile è spiegare perché una banca redditizia, ben capitalizzata e capace di assorbire le perdite sia nell'interesse di tutti.
Gli italiani affidano alle banche i propri soldi, ma non la propria fiducia. E finché continueremo a considerare il successo di una banca come una sconfitta per i suoi clienti, sarà difficile costruire un rapporto diverso. La responsabilità, però, non è soltanto di chi commenta con rabbia. Il grande problema delle banche italiane non è più convincere i mercati che sono solide, ma convincere i cittadini che quando prosperano non è a spese loro.
(fine del pippone)
Stefano Piccioni retweeted
Replying to @La_manina__
I vaccari sono ignoranti? Da quando?o sarai tu a trasudare un po' di classismo e razzismo, eh?
Stefano Piccioni retweeted
Il tramonto. Speriamo non dell’Occidente #Venezia























