repubblica.it/esteri/2026/08…
cerchio completo: @IDF merde
Offendete l'umanità e la Storia, quella stessa Storia durante la quale siete state vittime e adesso vi vede ignobili carnefici
Con il placet del governo e di una vasta maggioranza della vostra stessa popolazione: fate schifo!
Così...
A dieci anni e un po' dalla sua dipartita
Condivido qualche minuto di storia contemporanea con il ricordo di una donna fantastica
This quoted post is unavailable.
Mi sembra doverosa la condivisione massima...
sai @GiorgiaMeloni uno dei fondamenti della mia bussola è la coerenza
Ecco, avv @galeazzobignami, da cittadino gradirei suo approfondimento all'intervento di ieri.
Parta pure dagli efficaci rilievi mossi da @AUniversale
Parla di #Borsellino per difendere un suo compagno, pardon camerata, di partito: #DelMastro in affari con la mafia.
Vergogna!
da bitch, da pimp
(a.k.a. relative red, real bastærdz)
USA artwork to promote fair play
genuine XXI rude n felony art style
In order to spread fair play ethic, please share and retweet
#balogun #TrumpRedCard_fifa
ceci n'est pas un carton rouge
opera dell'artistico duo Donald J #Trump detto "il pedofilo" e Gianni #Infantino detto "il genuflesso".
chiara l'ispirazione allo stile "arrogante e svergognato" del XXI secolo
Suggerisco massima condivisione
#balogun #WorldCup2026 #Fifa #redcard
10.05.1982 - 10.05.2026
rip
Adelina, sposa e amante impareggiabile
nel quarantaquattresimo della sua dipartìta
"non si deve mai andare in Germania"
#Adelina #AmiciMiei #supercazzola
La sinistra (e l'umanità) riparta da qui...
#Sanchez #Barcelona 18.04.2026
@QueenofSorrow75 @fawollo13
Mi sembra un'ottima argomentazione che condivido volentieri
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
#portaAporta ha concesso spazi di comunicazione faziosa a @PahlaviReza, durante la quale ha giustificato ignobilmente lo schifo di Usa e Israele
Mirabile esempio di fellatio imperialista per il tramite di un ruffiano ottuagenario (Vespa)
Pensavo il porno fosse bandito da #Rai1
Buongiorno @GiorgiaMeloni: consigli per l'ascolto
(e non dire che quest'album non ce l'hai 😜)
@welikeduel



















