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Livorno
Joined December 2008
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“Il silenzio delle cose non fatte” Se puoi, fallo. Non rimandare. Vale specialmente in una coppia o in famiglia. Ma è una ottima regola di vita anche per se stessi.
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Ho dovuto donare velocemente prima che si arrivasse alla cifra prefissata. Volevo ringraziare @NonEvoluto e @DiegoAlbanese78 per quello che hanno fatto da quando Stefano ci ha lasciati. Sarebbe orgoglioso di tutti voi.
Ricordo una delle ultime telefonate con Stefano. Mi disse che uno dei motivi per i quali lottava per restare in vita era quello di continuare a proteggere i suoi anziani genitori. Non potendolo più fare lui, avevamo promesso che non avremmo lasciato solo papà Ferdinando, e così eccoci qui. Abbiamo deciso di aiutare il papà di @StefanoVerbania ad acquistare un apparecchio acustico, indispensabile per permettergli di tornare a comunicare con il mondo che lo circonda. La pensione percepita dal papà di Stefano supera i limiti previsti per accedere al contributo del SSN, ma quei numeri non raccontano la realtà di una famiglia che ha affrontato due funerali a breve distanza, né le difficoltà economiche di un nucleo familiare nel quale l'unico figlio rimasto deve provvedere anche a due bambine piccole. Dopo la scomparsa della mamma, suo padre è l'unico genitore rimasto. Pensarlo solo, e progressivamente isolato dal mondo a causa di un udito ormai ridotto ai minimi termini, è qualcosa che non possiamo ignorare. Questo apparecchio non è un lusso, ma una necessità. Significa restituirgli la possibilità di vivere dignitosamente gli anni che ha davanti. Ci tengo a sottolineare alcuni aspetti fondamentali. 1) L'obiettivo: è di 6.000 euro, costo dell'apparecchio documentato da un preventivo verificabile. Una cifra relativamente piccola rispetto alla grandezza della nostra comunità. 2) Massima trasparenza: la raccolta sarà gestita direttamente dalla famiglia, l'importo sarà pubblico e, **una volta raggiunti i 6.000 euro, disattiveremo immediatamente le donazioni**, documentando successivamente l'acquisto. Nessuna raccolta senza limiti, nessuna gestione personale del denaro da parte nostra. 3) Vi invito inoltre a donare in forma anonima. Non voglio classifiche di generosità, né gare a chi sia stato più amico di Stefano. Nessuno deve sentirsi in difficoltà per aver donato poco o per non poter donare affatto. **Ognuno dia quello che può, anche pochi euro. Punto.** Chi non può contribuire economicamente ci aiuti condividendo. Siamo una comunità numerosa. Se ciascuno farà una piccola parte, potremo trasformare un gesto semplice in qualcosa di straordinariamente importante. **Per chi si chiede il perchè si faccia tutto questo per Stefano, la risposta è che Stefano avrebbe fatto lo stesso per ognuno di noi.** Grazie a tutti 🤝@DiegoAlbanese78 gofund.me/26e72f4da
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Ancora un piccolo sforzo e ci siamo. Uniti si può fare davvero la differenza. Siamo una grande comunità. Per il nostro amato @StefanoVerbania Stefano Milani e il suo adorato papà Ferdinando gofund.me/c57337bae
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Fabio 1971 retweeted
L’AI cambierà il mercato del lavoro. Alcuni compiti spariranno. Alcune professioni cambieranno, e nasceranno opportunità che oggi non esistono. Far finta che non stia succedendo nulla non è una strategia.
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Gesto bellissimo e chi può non si tiri indietro perché Stefano se lo merita
Ricordo una delle ultime telefonate con Stefano. Mi disse che uno dei motivi per i quali lottava per restare in vita era quello di continuare a proteggere i suoi anziani genitori. Non potendolo più fare lui, avevamo promesso che non avremmo lasciato solo papà Ferdinando, e così eccoci qui. Abbiamo deciso di aiutare il papà di @StefanoVerbania ad acquistare un apparecchio acustico, indispensabile per permettergli di tornare a comunicare con il mondo che lo circonda. La pensione percepita dal papà di Stefano supera i limiti previsti per accedere al contributo del SSN, ma quei numeri non raccontano la realtà di una famiglia che ha affrontato due funerali a breve distanza, né le difficoltà economiche di un nucleo familiare nel quale l'unico figlio rimasto deve provvedere anche a due bambine piccole. Dopo la scomparsa della mamma, suo padre è l'unico genitore rimasto. Pensarlo solo, e progressivamente isolato dal mondo a causa di un udito ormai ridotto ai minimi termini, è qualcosa che non possiamo ignorare. Questo apparecchio non è un lusso, ma una necessità. Significa restituirgli la possibilità di vivere dignitosamente gli anni che ha davanti. Ci tengo a sottolineare alcuni aspetti fondamentali. 1) L'obiettivo: è di 6.000 euro, costo dell'apparecchio documentato da un preventivo verificabile. Una cifra relativamente piccola rispetto alla grandezza della nostra comunità. 2) Massima trasparenza: la raccolta sarà gestita direttamente dalla famiglia, l'importo sarà pubblico e, **una volta raggiunti i 6.000 euro, disattiveremo immediatamente le donazioni**, documentando successivamente l'acquisto. Nessuna raccolta senza limiti, nessuna gestione personale del denaro da parte nostra. 3) Vi invito inoltre a donare in forma anonima. Non voglio classifiche di generosità, né gare a chi sia stato più amico di Stefano. Nessuno deve sentirsi in difficoltà per aver donato poco o per non poter donare affatto. **Ognuno dia quello che può, anche pochi euro. Punto.** Chi non può contribuire economicamente ci aiuti condividendo. Siamo una comunità numerosa. Se ciascuno farà una piccola parte, potremo trasformare un gesto semplice in qualcosa di straordinariamente importante. **Per chi si chiede il perchè si faccia tutto questo per Stefano, la risposta è che Stefano avrebbe fatto lo stesso per ognuno di noi.** Grazie a tutti 🤝@DiegoAlbanese78 gofund.me/26e72f4da
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Fabio 1971 retweeted
Replying to @Zelgadis265
Aggiungo..se era solo copyright perché hanno aperto una nuova pagina con diverso nome?😂😂😂😂😂😂
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Fabio 1971 retweeted
Replying to @Zelgadis265
In Europa difficilmente sbagliano! Quindi, dov’era lo scandalo nelle sanzioni sulle plus ?
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Fabio 1971 retweeted
Sto guardando la serie sulla storia degli 883 e c’è una scena che non mi esce dalla testa. Devono girare il video di “Sei un mito”. Il produttore vuole le ragazze in primo piano e loro due in fondo, quasi di contorno. Max Pezzali e Mauro Repetto ci pensano, poi tornano da lui (dopo un duro ma bello confronto con Caterina Rappoccio) e gli dicono no: siamo noi i protagonisti, decidiamo noi come vestirci e nel video ci stiamo davanti. Il resto è storia. Qualche notte fa ho fatto un sogno. Ero in un ufficio di comunicazione digitale, nervoso, con la sensazione di non essere ascoltato. A un certo punto andavo alla lavagna e scrivevo una frase sola: basta essere compiacenti. Al risveglio l’ho collegata subito a quella scena. Nel lavoro bisogna saper ascoltare, accettare le critiche, cambiare idea quando qualcuno ha ragione. Ma ascoltare non significa accettare di stare in fondo al video. Dire sempre di sì a un cliente, a un editore o a un capo sembra professionalità. Spesso è solo un modo per sparire. Essere protagonisti del proprio lavoro non vuol dire essere arroganti. Vuol dire conoscere le proprie competenze, metterle sul tavolo e difenderle con rispetto, anche quando sarebbe più comodo annuire.
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La cosa che fa ridere sono quelli che scrivono che ad un club voglia uscire.. A parte che nel ranking finisci su Saturno dietro a tutti, ma i soldi che la società perde da botteghino nessuno li calcola che sono quelli importanti – at Novellara, Emilia Romagna
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Fabio 1971 retweeted
Un piccolo aiuto può fare la differenza. Per te @StefanoVerbania 🫂
Ricordo una delle ultime telefonate con Stefano. Mi disse che uno dei motivi per i quali lottava per restare in vita era quello di continuare a proteggere i suoi anziani genitori. Non potendolo più fare lui, avevamo promesso che non avremmo lasciato solo papà Ferdinando, e così eccoci qui. Abbiamo deciso di aiutare il papà di @StefanoVerbania ad acquistare un apparecchio acustico, indispensabile per permettergli di tornare a comunicare con il mondo che lo circonda. La pensione percepita dal papà di Stefano supera i limiti previsti per accedere al contributo del SSN, ma quei numeri non raccontano la realtà di una famiglia che ha affrontato due funerali a breve distanza, né le difficoltà economiche di un nucleo familiare nel quale l'unico figlio rimasto deve provvedere anche a due bambine piccole. Dopo la scomparsa della mamma, suo padre è l'unico genitore rimasto. Pensarlo solo, e progressivamente isolato dal mondo a causa di un udito ormai ridotto ai minimi termini, è qualcosa che non possiamo ignorare. Questo apparecchio non è un lusso, ma una necessità. Significa restituirgli la possibilità di vivere dignitosamente gli anni che ha davanti. Ci tengo a sottolineare alcuni aspetti fondamentali. 1) L'obiettivo: è di 6.000 euro, costo dell'apparecchio documentato da un preventivo verificabile. Una cifra relativamente piccola rispetto alla grandezza della nostra comunità. 2) Massima trasparenza: la raccolta sarà gestita direttamente dalla famiglia, l'importo sarà pubblico e, **una volta raggiunti i 6.000 euro, disattiveremo immediatamente le donazioni**, documentando successivamente l'acquisto. Nessuna raccolta senza limiti, nessuna gestione personale del denaro da parte nostra. 3) Vi invito inoltre a donare in forma anonima. Non voglio classifiche di generosità, né gare a chi sia stato più amico di Stefano. Nessuno deve sentirsi in difficoltà per aver donato poco o per non poter donare affatto. **Ognuno dia quello che può, anche pochi euro. Punto.** Chi non può contribuire economicamente ci aiuti condividendo. Siamo una comunità numerosa. Se ciascuno farà una piccola parte, potremo trasformare un gesto semplice in qualcosa di straordinariamente importante. **Per chi si chiede il perchè si faccia tutto questo per Stefano, la risposta è che Stefano avrebbe fatto lo stesso per ognuno di noi.** Grazie a tutti 🤝@DiegoAlbanese78 gofund.me/26e72f4da
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Ricordo una delle ultime telefonate con Stefano. Mi disse che uno dei motivi per i quali lottava per restare in vita era quello di continuare a proteggere i suoi anziani genitori. Non potendolo più fare lui, avevamo promesso che non avremmo lasciato solo papà Ferdinando, e così eccoci qui. Abbiamo deciso di aiutare il papà di @StefanoVerbania ad acquistare un apparecchio acustico, indispensabile per permettergli di tornare a comunicare con il mondo che lo circonda. La pensione percepita dal papà di Stefano supera i limiti previsti per accedere al contributo del SSN, ma quei numeri non raccontano la realtà di una famiglia che ha affrontato due funerali a breve distanza, né le difficoltà economiche di un nucleo familiare nel quale l'unico figlio rimasto deve provvedere anche a due bambine piccole. Dopo la scomparsa della mamma, suo padre è l'unico genitore rimasto. Pensarlo solo, e progressivamente isolato dal mondo a causa di un udito ormai ridotto ai minimi termini, è qualcosa che non possiamo ignorare. Questo apparecchio non è un lusso, ma una necessità. Significa restituirgli la possibilità di vivere dignitosamente gli anni che ha davanti. Ci tengo a sottolineare alcuni aspetti fondamentali. 1) L'obiettivo: è di 6.000 euro, costo dell'apparecchio documentato da un preventivo verificabile. Una cifra relativamente piccola rispetto alla grandezza della nostra comunità. 2) Massima trasparenza: la raccolta sarà gestita direttamente dalla famiglia, l'importo sarà pubblico e, **una volta raggiunti i 6.000 euro, disattiveremo immediatamente le donazioni**, documentando successivamente l'acquisto. Nessuna raccolta senza limiti, nessuna gestione personale del denaro da parte nostra. 3) Vi invito inoltre a donare in forma anonima. Non voglio classifiche di generosità, né gare a chi sia stato più amico di Stefano. Nessuno deve sentirsi in difficoltà per aver donato poco o per non poter donare affatto. **Ognuno dia quello che può, anche pochi euro. Punto.** Chi non può contribuire economicamente ci aiuti condividendo. Siamo una comunità numerosa. Se ciascuno farà una piccola parte, potremo trasformare un gesto semplice in qualcosa di straordinariamente importante. **Per chi si chiede il perchè si faccia tutto questo per Stefano, la risposta è che Stefano avrebbe fatto lo stesso per ognuno di noi.** Grazie a tutti 🤝@DiegoAlbanese78 gofund.me/26e72f4da
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Replying to @fabio__1971
È esattamente così. Il prompt migliore somiglia a una buona conversazione di lavoro con qualcuno che non ti conosce ancora. Dici cosa ti serve, per chi e dove non deve andare. Non serve parlare come un programmatore ma essere chiari come con un collega nuovo. E la parte sull’amico esperto a cui non hai più paura di fare la decima domanda è quella che mi convince di più: la curiosità non costa più niente.
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Replying to @CalcioFinanza
Viola gli ha salvato le chiappe
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Replying to @M_Dellorto
Noi abbiamo il Diamante. Eccoli a confronto.
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Replying to @M_Dellorto
li abbiamo anche noi, sono un nostro fiore all'occhiello
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Once every ten days, a bright canary-yellow bullet train glides into Tokyo Station at full speed, yet not a single passenger is allowed to step on board. Its windows are mostly covered from the inside, its timetable is never published for the public, and there are no ticketed seats in any of its seven cars. In Japan, every child and every commuter knows this train by two English words: Doctor Yellow. Since the Tokaido Shinkansen began running between Tokyo and Osaka in October 1964, Japanese bullet trains have carried more than seven billion passengers at speeds up to one hundred and eighty-five miles per hour with zero passenger fatalities from derailments or collisions. Critics sometimes assume that kind of sixty-year safety record is a miracle of luck. It is not luck; it is what happens when a nation builds a high-speed hospital train whose only patient is the steel track itself. Why does Japan run a seven-car bullet train painted bright yellow with zero paying customers on board? In the early days of high-speed rail, engineers realized that checking hundreds of miles of track on foot at night with hand gauges was too slow, and that tracks behave differently when a three-hundred-ton train slams over them at one hundred and sixty-eight miles per hour. So Japanese railway engineers took a seven-car Class 923 Shinkansen trainset and packed every car from nose to tail with laser-optical sensors, gyroscopes, accelerometers, and high-speed cameras. Running in the middle of the regular passenger schedule at a full one hundred and sixty-eight miles per hour, Doctor Yellow fires laser beams onto the left and right rails to measure track width, vertical dip, and curvature alignment down to one-tenth of a millimeter, about the thickness of a single human hair. At the same time, two special observation domes built into the roof and laser pantographs check the overhead high-voltage copper wire for microscopic wear before a single spark can cause a power outage. The instant Doctor Yellow detects a rail that has shifted by even a fraction of an inch, it beams the exact GPS coordinates to maintenance crews waiting along the line so they can fix the spot that very night after the last passenger train goes to sleep. Because its schedule is kept secret so crowds do not pack the platforms, Japanese commuters treat spotting Doctor Yellow by chance as a genuine good-luck charm that brings happiness for the rest of the week. Safety is never an accident when engineers check their work down to the width of a hair. (Note: Every photograph-style illustration on my feed is created by AI.)
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Il Milan ha ricominciato la Preparazione in vista del derby del 13/02/2027
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«Невероятно… невероятно», бормотал Трамп Появились любопытные подробности того, как сам Дональд Трамп и его ближайшее окружение переживало тотальный разгром республиканцев на выборах. Президент наблюдал за подсчётом голосов в своей резиденции в Белом доме, вместе с главой аппарата Сьюзи Уайлс и помощницей Натали Харп. Тем временем в Восточном зале, где собрались министры и советники, становилось всё мрачнее. По сведениям Daily Mail, к 23 часам Трамп практически перестал разговаривать. «Он смотрит Fox News, едва произнося хоть слово, словно парализованный молчанием», рассказал источник, близкий к президенту. По другим данным, Трамп время от времени прерывал молчание, бормоча: «Невероятно, невероятно…» Правда, позднее Трамп всё-таки разговорился: начал обвинять проигравших кандидатов, телеканал Fox News и уверять, что сам он тут ни при чём, поскольку его имени не было в бюллетенях. Но всё это делалось в каком-то вялом и подавленном тоне, без огонька. 4 ноября, после разгрома республиканцев, Трамп внезапно собрал журналистов на строительной площадке своего бального зала в Белом доме. Вместо привычной политической брани он почти двадцать минут увлечённо рассказывал о коринфских колоннах, мраморных полах, люстрах и подземной кухне. Сам признался, что строительство его успокаивает. Илон Маск, вложивший в республиканскую избирательную кампанию почти полмиллиарда долларов, занялся несколько неожиданным делом: начал удалять собственные предвыборные публикации. Исчез призыв «Голосуйте за республиканцев сегодня!», а также закреплённый пост от 29 октября, в котором Маск объяснял, почему необходимо голосовать за республиканских сенаторов. Но самая любопытная реакция последовала от вице-президента Джей Ди Вэнса. Он опубликовал совершенно необычное для администрации Трампа заявление, прямо связав поражение республиканцев с политикой Белого дома. Reuters и Axios отмечают, что выступление вице-президента застало сотрудников Белого дома врасплох. Любопытно, однако, что он повторил… тезисы русского фашиста Дугина. Назвав главными причинами поражения войну с Ираном и слишком зависимые отношения с Израилем. Фашик Дугин вчера фактически поставил на Вэнса, который может стать президентом без всяких выборов в случае смерти Трампа. Реальные причины поражения Вэнс не упомянул. Тогда как американцы недвусмысленно их называли: коррупция в администрации Трампа и его ничем не ограниченная власть. Тем более не упомянул заигрывания Трампа с русским фюрером, которые вызвали раскол в республиканской партии. Примечательно, что заявление Вэнса поддержал Трамп-младший: «Подписываюсь под каждым словом на сто процентов». Впрочем, Трампу-младшему стоит беспокоиться не о связях Вашингтона с Израилем, а про его собственные связи с криминалом из путинского общака Умаром Кремлёвым. Сейчас, после убедительной победы демократов, уклониться от расследования будет невозможно.
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Sfami i figli. Li lavi, li vesti, li tieni puliti, cucini, fai la spesa, prepari merende per loro e per quei cagācazzo dei loro amici che sembrano usciti da un campo profughi dopo tre settimane di digiuno. Ti sorbisci riunioni con professori, rappresentanti di classe, corsi di nuoto, danza, inglese, teli acrobatici, campane tibetane e meditazione trascendentale per bambini di sei anni che non sanno ancora allacciarsi le scarpe ma devono assolutamente ritrovare il proprio io. Li porti dal dentista, dall'ortodontista, dall'oculista, li accompagni alle feste, li recuperi alle tre del mattino, finanzi compleanni che costano come un matrimonio indiano e vacanze studio durante le quali imparano soprattutto a bere birra in cinque lingue. E alla fine, se tutto va bene, il tuo premio sarà una RSA fatiscente, con il purè alle cinque e un'infermiera che ti chiama nonnino mentre ti cambia il pannolone. Poi scopri che bastava portarli nei boschi, farli cāgare tra le frasche, evitare accuratamente che socializzassero con altri esseri umani e spiegare che l'acqua corrente è una pericolosa imposizione del capitalismo. E ti premiano. Perché Catherine Birmingham, la mamma della celebre famiglia nel bosco, ha ottenuto un incarico presso l'Istituto nazionale di Pedagogia Familiare di Roma. Sessanta euro lordi all'ora per raccontare la propria esperienza in un corso di perfezionamento sull'Intelligenza naturale. Sessanta euro. Io ho passato anni a spiegare a mia figlia che non si mangiano le patatine raccolte dal pavimento, e nessuno mi ha mai offerto una cattedra in Scienze dell'Alimentazione. Ma il capolavoro è che a illustrare le meraviglie dell'intelligenza naturale sarà una signora diventata famosa per una vicenda familiare sulla quale è dovuto intervenire un tribunale per i minorenni. E naturalmente a magnificare l'iniziativa c'è Simone Pillon, perché quando pensi che il quadro sia completo, arriva sempre qualcuno a metterci la cornice. Sia chiaro: i bambini non c'entrano nulla e meritano tutta la serenità possibile. E non sto dicendo che vivere nel bosco sia di per sé un reato. Sto dicendo che abbiamo sviluppato un curioso talento nazionale: trasformare qualsiasi vicenda controversa in un'opportunità professionale. Noi, poveri cọglioni, abbiamo cresciuto i figli tra pediatri, compiti di matematica, lavatrici e rappresentazioni scolastiche di Natale, applaudendo per quaranta minuti bambini travestiti da abeti. Potevamo risparmiare una fortuna. Bastavano tre querce, un cespuglio e un buon ufficio stampa. E magari, invece della RSA, ci scappava pure un contratto di docenza.
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Fabio 1971 retweeted
Molti miei fratelli gobbi qua su X sono diventati insopportabili, rosicano per qualsiasi cosa, e i 50 milioni al Milan, e lo stadio, e il bilancio, raga ma non possiamo semplicemente accettare sto momento buio e piantarla? Il calcio è anche fatto di cicli... #juve
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Chissà quando si inizierà ad analizzare il Como senza la solita, irritante retorica da quattro soldi e semplicemente parlandone per quello che è, cioè una solida realtà con grandi disponibilità economiche, un progetto tecnico ben preciso e la possibilità - oggi - di sbagliare.
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