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Filippo Turati, Sandro Pertini, Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo, Carlo e Nello Rosselli, Francesco Saverio Nitti, Giuseppe Donati, Palmiro Togliatti.
Tutti antifascisti che scapparono dall'Italia. E fecero benissimo. Non serve a niente farsi incarcerare da un regime ostile.
🔴 Scontro treni Toledo 🇪🇸, il numero delle vittime sale ad almeno 46.
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Replying to @robin_j_brooks
L'Italia ha pagato duramente con una disciplina di bilancio dal 2012 seconda solo a quella della Germania. Ora vedremo se e come pagherà la Francia, che è messa peggio rispetto all'Italia del 2011. O la Francia è... la Francia?
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„Die Abschaffung des Feudalismus führte auch nicht zu mehr Einkommen für die Menschen, die das Land bestellten. Der klare Gewinner war meist der Staat, weil höhere Steuern alle Vorteile überwogen, die den Grundbesitzern möglicherweise zugutegekommen wären.“ D. M. G. Sutherland
von Ryan McMaken 👇
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This is eye-opening. Europe’s share of global tech R&D has collapsed from 23% in 2005 to just 8% today, while the US has climbed to 62% and China has risen from near zero to 15%. South Korea now outspends Germany, France, the UK, and Italy combined in tech R&D. Yep, you read that right.
This is the predictable result of policy choices that systematically favor control and redistribution over growth. Layered regulation, data rules, AI restrictions, labor rigidities, and precautionary frameworks, raises the cost and slows the pace of turning ideas into products, forcing companies to spend scarce resources on compliance rather than experimentation. High taxation and expansive redistributive systems extract capital that would otherwise fund private R&D and risk-taking, while shrinking the after-tax reward for building something new and scaling it. The broader left-leaning mindset that prioritizes equality of outcome over dynamism treats entrepreneurial success as something to be managed, taxed, or shared rather than unleashed and rewarded.
Places that protect the returns to innovation and keep barriers low continue to pull ahead, attracting talent and capital that Europe increasingly loses. Europe’s relative decline is the cumulative outcome of treating dynamism as a problem to be regulated rather than the engine of prosperity. Without a shift toward lighter rules, lower burdens on enterprise, and greater tolerance for unequal outcomes from unequal effort, the gap will keep widening, and Europe will become an open-air museum for wealthy Americans and Asians.
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Replying to @info_tornato
Perché pensano di guadagnarci mettendosi a vendere anche loro la fuffa, solo che rende talmente poco che fa arricchire solo i quattro lobbisti che l'han voluta.
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Ecco cosa fa il Socialismo, la Centralizzazione, e la mancanza di concorrenza interna.
L'Europa si deve frazionare in un numero di Stati maggiore di quanti erano prima. E più piccoli
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Prince Michael of Liechtenstein encourages civil disobedience against dysfunctional European politics.
"Another hope is that people will exert greater pressure to hold politicians accountable through the ballot box, reinforced by a degree of civil disobedience. Unlike the actions of the mob in France, civil disobedience has the advantage of being effective without being radical. It does, however, require courage. Democracy can function only when people are courageous and willing to defend their freedom against the state."
gisreportsonline.com/r/franc…
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Jacques Bauds letzten Sätze zeigen, dass er als Ex-Militär vor allem Diplomat ist, eine Eigenschaft, die ihm die Europäische Union durch die Sanktionierung abspricht:
“Die westliche Diplomatie wurde weitgehend durch eine Politik des Drucks ersetzt. […] Wir verurteilen lieber, als Probleme zu lösen, aber Verurteilungen lösen nichts. […] Die Schweiz hätte diesen Ausweg bieten können, doch dafür muss man glaubwürdig sein. […] Indem wir unsere Neutralität nutzen, um Brücken zu bauen, können wir eine Rolle spielen, die nicht nur sichtbarer, sondern auch konstruktiver und ehrenhafter ist. Bewahren wir die Neutralität, es lebe die Schweiz!”
„Am Ende seiner Rede kippt seine Stimme und es fliessen Tränen, bei Jacques Baud am Grossbildschirm und bei einigen der Anwesenden auf dem Bundesplatz. Die Ungerechtigkeit und die Ohnmacht gegen administrative Willkür der EU und die Untätigkeit des Schweizer Bundesrates ist zu drückend.
Nach der Rede von Jacques Baud verliest Hans Urs vom Veranstalterteam am Mikrofon eine Resolution, die dem Bundesrat und den Präsidenten von National- und Ständerat übergeben werden soll, «damit sie vielleicht auch einmal etwas Vernünftiges denken könnten, dort im Bundeshaus.»
In der Resolution fordern die Anwesenden «die sofortige Aufhebung der rechtswidrigen, rein politischen Sanktionen gegen Jacques Baud». Es scheint, als bräuchte es weiter den «Druck der Strasse» und den publizistischen Widerstand gegen administrative Willkür und Unterdrückung; im «Wertewesten» und in der Schweiz des 21. Jahrhunderts. Das ist eigentlich ein Anachronismus und leider hochaktuell.“
Michael R. Moser @RichtigMosern:
dersandwirt.de/gefangener/
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Tra il 2022 e il 2025 l’Europa ha perso 37 milioni di tonnellate di capacità produttiva chimica, circa il 9% del totale. In Italia la produzione è oltre il 13% sotto i livelli del 2021.
Da leggere e ascoltare.
scenarieeconomici.substack.c… "Io facevo il ministro, non scrivevo le circolari" e "Il danno economico è sempre riparabile coi ristori". Le risposte di Speranza in Commissione Covid fanno infuriare medici, ristoratori e operatori della montagna. Ecco l'analisi punto per punto con i minuti dei video.
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Che senso ha resistere per restare in questo Paese? Me lo chiedo davvero: resistere a cosa, e soprattutto per ottenere cosa?
Abbiamo una sola vita. Una. E il tempo che trascorriamo a sopportare ciò che ci stressa non ci viene restituito quando, forse, le cose cominceranno ad andare meglio. Non c’è un premio per chi ha stretto i denti più a lungo, né una medaglia per chi è rimasto a guardare un Paese consumarsi, convincendosi che la propria presenza potesse in qualche modo salvarlo.
L’Italia, per come la vedo oggi, è un Paese insalvabile. Non soltanto per la politica, per l’economia o per le opportunità che mancano. È insalvabile perché si è sfaldato qualcosa di più profondo, o forse non c'è mai stato: il senso di comunità, l’idea che ciò che accade agli altri riguardi anche noi, che il bene comune non sia una formula vuota da tirare fuori nei discorsi solenni.
Ci siamo abituati a vivere gli uni accanto agli altri, ma sempre più spesso gli uni contro gli altri, difendendo il nostro piccolo spazio mentre tutto ciò che sta intorno si deteriora.
E allora perché chi ha avuto la miracolosa fortuna di esistere dovrebbe sentirsi in dovere di resistere? Chi l'ha detto che vivere così è normale?
Perché dovemmo sacrificare anni (quanti?), possibilità, serenità, magari il futuro dei nostri figli, sull’altare di un’appartenenza che non ha senso?
Essere nati in un luogo non significa aver firmato un contratto che ci obbliga a trascorrerci tutta la vita. La terra in cui siamo venuti al mondo può essere amata, portata dentro, persino rimpianta, ma non dovrebbe mai diventare una prigione.
A volte chi parte viene trattato come se avesse tradito qualcosa. Io, invece, penso che tradire sé stessi sia restare soltanto per senso di colpa, continuando a chiamare coraggio quella che magari è paura di cambiare.
Andarsene non significa necessariamente smettere di amare il proprio Paese. Può significare, molto più semplicemente, amare abbastanza la propria vita da cercare un posto in cui sia possibile viverla meglio.
Non credo che altrove esista il paradiso, né che cambiare Paese garantisca la felicità. Le difficoltà ci saranno ovunque.
Ma c’è una differenza enorme tra affrontare le difficoltà della vita e passare la vita a resistere ad un sistema costruito per rendere tutto più faticoso, incerto, avvilente.
C’è una differenza enorme tra scegliere una battaglia che sentiamo nostra e combatterne una soltanto perché qualcuno ci ha convinti che sia nostro dovere farlo.
Bisogna smettere di considerare la resistenza una virtù. Resistere può avere senso quando apre la strada a qualcosa, quando non diventa l’unico modo che conosciamo per stare al mondo.
Ma se resistere significa rinunciare, giorno dopo giorno, alla possibilità di vivere con più pienezza, allora perché dovremmo continuare a farlo?
Siamo qui per un tempo brevissimo, grazie a una combinazione di eventi tanto improbabile da sembrare un miracolo. E abbiamo una sola occasione per scoprire che cosa possiamo diventare, quanta bellezza possiamo incontrare. Perché mai dovremmo sentirci colpevoli se decidiamo di cercare anche altrove?
Io non credo che il nostro compito sia resistere a ogni costo. Credo che sia vivere. E cercare, nel luogo in cui ci è possibile farlo meglio, la nostra occasione di essere felici.
E no, non me ne vado. O almeno non ancora. Perché andarsene è complicatissimo: ci sono gli affetti, le radici, le responsabilità, una vita intera costruita qui. Non basta fare una valigia per lasciarsi tutto alle spalle.
Ma questo non impedisce a certe domande di diventare sempre più insistenti. E forse la più difficile è proprio questa: quanto della nostra vita siamo disposti a consumare, continuando a chiamarla resistenza, nell’attesa che accada qualcosa che forse non accadrà mai?
Perché devo lasciare i miei figli in un luogo che tarpa le ali, svilisce l’intelletto, mortifica le ambizioni e insegna troppo presto ad accontentarsi di esistere? In un Paese in cui spesso il talento e la preparazione non vengono riconosciuti e il merito deve farsi largo tra conoscenze, convenienze e porte chiuse?
Perché dovrei chiedere anche a loro di resistere, di abbassare le aspettative, di imparare a convivere con ciò che non funziona, quando potrebbero crescere in un luogo capace di offrire loro più possibilità?
Dovrei resistere, devo resistere per cambiare le cose affinché loro possano vivere in un paese migliore? E perché dovrei farlo quando là fuori nel mondo magari ce n'è uno già pronto per loro, e io sono qui a sbattermi nella vana speranza lo diventi anche questo?
Non pretendo per loro una vita senza ostacoli. Vorrei che incontrassero ostacoli degni di essere affrontati, non muri innalzati dalla mediocrità, dalla sciatteria e dall’indifferenza.
Vorrei che potessero studiare, immaginare, sognare, provare, sbagliare e costruire il proprio futuro senza sentirsi dire che pretendono troppo solo perché chiedono di essere valutati per ciò che valgono e di vivere al meglio l'unica vita che hanno.
E allora quella domanda diventa ancora più dolorosa: resistere è una scelta che faccio anche per loro, oppure è una scelta che faccio per me, perché non riesco a lasciare ciò che conosco?
Non ho una risposta semplice.
So soltanto che, quando penso a loro, l’idea di resistere qui smette di sembrarmi una prova di coraggio e comincia ad assomigliare a una responsabilità della quale non so più se riuscirò a rendere conto.
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There is an important implication of the AI revolution that will profoundly impact Europe’s future, one most people don’t grasp yet.
Europe’s high labor costs, driven by astronomical taxes and social contributions funding extensive welfare systems and overblown state spending, create a far stronger incentive to automate than in the US. With labor taxes accounting for over half of EU tax revenue, replacing workers with AI and robotics will directly shrink the tax base sustaining pensions, healthcare, and public spending.
The US faces automation pressures as well but holds a structural advantage, its dominant AI companies (holding roughly three-quarters of global AI computing capacity versus Europe’s roughly 5%) generate taxable profits and capital gains at home. Higher taxes on tech firms or shareholders can offset lost labor based tax revenue. Europe has no such option.
Attempts to tax US providers more heavily would risk restricted access, higher prices, or delayed releases for European users. Without competitive AI, European goods and services will lose competitiveness against those made with superior tools, further eroding corporate and labor tax bases in a reinforcing cycle. Europe would lose both income and corporate tax revenues to sustain its welfare, pensions, and big state systems, while facing a wave of displaced workers expecting benefits.
High energy costs (often roughly double US industrial prices) and data rules constraining training make large-scale European domestic AI development basically impossible. This stems from bad left policy choices that raised labor and energy costs while limiting flexibility and data needed for tech innovation with excessive regulations.
Bad left policies have always had serious consequences, in the current AI-turbocharged world, they will shake the foundations of European economies and societies. The unrest and riots now seen in many European cities will feel like a walk in the park compared to what is coming.
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L’amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, avverte che l’Europa sta perdendo pericolosamente terreno rispetto agli Stati Uniti sul piano economico… e ne attribuisce la colpa a politiche ostili alle imprese, agli investimenti e all’innovazione. 🇺🇸🇪🇺
«Se non mi credete, andate in Europa, signori. Un tempo il PIL pro capite europeo era pari al 90% di quello americano. Ora è al 65% e si sta avviando verso il 50%.
Col tempo, questo metterà a repentaglio l’intera Europa.
Lì, è tutto un susseguirsi di politiche contro le imprese, contro gli investimenti, contro l’innovazione. E in fondo, lo sanno anche loro.
Se non rimediano — e dovremmo aiutarli a farlo, perché l’Europa conta anche per noi — le conseguenze saranno molto negative per il mondo occidentale.
Dovremmo farlo con saggezza».
La direzione imboccata dall’Europa negli ultimi trent’anni si è rivelata devastante per la sua economia. L’invecchiamento della popolazione rende necessaria un’immigrazione di massa per mantenere una crescita adeguata (dipende chi fai entrare! NdT) Una regolamentazione e una burocrazia folli frenano l’innovazione e gli investimenti, trascinando ulteriormente verso il basso l’economia. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno ampliato enormemente il proprio vantaggio e continueranno a farlo. L’Europa è in difficoltà.
































