Replying to @repubblica
Ma va!? Pensavo andasse solo in bar e ristoranti dopo le 18! Incredibile!🥺
Lele Nata retweeted
Prendi una tragedia atroce (una bimba morta di difterite perché i genitori, per paura dell’autismo, non le hanno fatto l’esavalente) e la usi per fare propaganda sporca contro Meloni, buttando nel calderone “destre No-Vax” un’intervista del 2022 in cui lei parlava esclusivamente del vaccino anti-Covid per i bambini.
Meloni ha detto nero su bianco che Ginevra ha tutti i vaccini tradizionali. Tu lo sai benissimo, perché quell’intervista l’hai fatta tu.
Eppure tagli, monti e mentisci per far sembrare che la premier sia contro i vaccini obbligatori. Questo non è giornalismo. È disinformazione deliberata, è strumentalizzazione della morte di una bambina per fare campagna elettorale permanente. Vergognati
Travaglio il diffamatore,l’avvocato che sa tutto lei e il vecchio babbione…questo governo ha fatto la cosa più importante di tutte: tenere lontani sinistrati e grullini dal governo che hanno già fatto una valanga di disastri! Ma cosa parlate a cazzo! #ottoemezzo
Lele Nata retweeted
Grande discorso della giudice Natalia Ceccarelli.
“Nessun cittadino si sentirà più garantito nelle aule di giustizia dopo aver assistito alle scene di giubilo di cui si sono resi protagonisti i magistrati”.
Da condividere.
Imparziali indipendenti e non politicizzati… imbarazzanti
Mi dispiace che sono stati trascinati a votare no con balle e menzogne molto non sapendo che cazzo proponeva la riforma. Povera Italia
I NO alla riforma della giustizia: Napoli 75,49%, Bari 62,80, Palermo 68,94%, Catania 63,47, Cosenza 66,55%. Catanzaro 61,46…
Ehi, Gratteri com’era la storia che i camorristi e i mafiosi avrebbero votato tutti e fatto votare SÌ?
Fossi in lei una bella domanda me la farei, visti i risultati di questo referendum.
Lele Nata retweeted
La nostra solidarietà al magistrato Imparato, che ha avuto il coraggio di schierarsi a favore della riforma.
I cori dei suoi colleghi contro di lei fanno rabbrividire: non solo rappresentano una grave caduta di stile istituzionale, ma suscitano anche una forte preoccupazione.
Lele Nata retweeted
Qualcosa, in questo Paese, si è gravemente inceppato. Capovolto. Stravolto.
Perché non è normale che un organo come la magistratura, che dovrebbe essere apolitico, indipendente, ispirato a equilibrio, razionalità, decoro e sobrietà, festeggi l’esito di un referendum come se fosse allo stadio, e non dentro una procura.
Qui il moralismo non c’entra nulla. C’entra il rispetto della separazione dei poteri. Quella stessa separazione che queste persone, che ora brindano e cantano “Bella Ciao”, hanno detto di volere difendere votando NO.
Festeggiano cosa? La conservazione della separazione dei poteri, che nessuno minacciava, o la conservazione di equilibri interni, di correnti politicizzate, di giochi di potere, di dinamiche che nulla hanno a che vedere con la giustizia?
E il paradosso è tutto qui: a subirne le conseguenze saranno proprio quei magistrati che la toga la indossano per servire i cittadini, non per fare politica. Onore a loro.
Questo non sta bene con il cervello. Fatti vedere da uno bravo altrimenti trasferisciti in Iran visto che sono moralmente superiori… in due giorni ha sterminato 30.000 ragazzi che chiedevano più libertà, esattamente quella che le permetta di dire queste stronzate. Vergognati!
Khamenei è moralmente superiore a Giorgia Meloni.
Sotto il profilo morale, Khamenei è un uomo migliore di Trump e di Netanyahu, perché Trump e Netanyahu hanno sterminato 30.000 bambini e Khamenei no.
Sotto il profilo morale, Khamenei è un uomo moralmente superiore a Giorgia Meloni perché Meloni ha sostenuto Netanyahu quando Israele sterminava 30.000 bambini, mentre Khamenei lo ha avversato.
Sul piano morale, l'Iran è una società moralmente superiore a Israele perché Israele ha sterminato 30.000 bambini e l'Iran no.
Sotto il profilo morale, le dittature sono superiori alle democrazie occidentali perché le democrazie occidentali hanno sterminato 30.000 bambini e le dittature no.
Pensare criticamente significa mettere in discussione il senso comune.
Che cosa sorregge l'idea di senso comune secondo cui Antonio Tajani - che il 12 gennaio 2025 ha affermato a Rai Tre: "Israele non ha compiuto crimini di guerra" - è un uomo moralmente migliore di Khamenei?
Niente, non c'è niente a sorreggere empiricamente questa idea.
Infatti, Khamenei, che ha lottato per salvare la vita di 30.000 bambini palestinesi, è un uomo moralmente migliore di Tajani, che invece ha difeso Netanyahu mentre sterminava 30.000 bambini.
Lele Nata retweeted
L’ex magistrato Simonetta Matone ha spiegato in modo semplice le ragioni per votare SÌ al referendum sulla giustizia.
#IoVotoSi #IoVotoSì #ReferendumGiustizia #riforma #magistrati #Magistratura
Lele Nata retweeted
Perdete due minuti e ascoltate le parole di questa magistrata.
Non insulta chi non la pensa come lei. Non etichetta chi vota diversamente come “fascista”, “delinquente”, “condannato” o“deviato”.
Espone le sue idee con fermezza, ma senza trasformare il dissenso in un reato morale
Lele Nata retweeted
Con Andrea Baccan, in arte Pucci, eravamo vicini di casa a Riccione.
I nostri figli, che sono coetanei, giocavano insieme e quando lui veniva in spiaggia era la sala giochi di tutti i ragazzini: li faceva volare facendogli fare i tuffi nel mare, li faceva ridere a crepapelle e divertire per ore.
Andrea Pucci è un uomo gentile, educato, è un uomo perbene.
Andrea Pucci, però, ha un problema: fa il comico non allineato. Che poi, in fondo, non fa altro che dire quello che pensano e dicono milioni di italiani al bar, a casa, al tassista.
Ma non si può: quelli che temono di “perdere la libertà di espressione” lo hanno aggredito, insultato, minacciato (lui e la sua famiglia).
Se parla Pucci è fascista, se lo fanno i guitti ruffiani che del politicamente corretto se ne fottono se c’è da offendere qualcuno di destra, è “sarcasmo estremo”.
Il politicamente corretto lo hanno inventato loro per chi non la pensa come loro: è uno strumento censorio contro la libertà di espressione, di pensiero e di parola.
Nessun comico “democratico” ha solidarizzato con Pucci per l’ondata di aggressività che gli è stata rovesciata addosso. Nessuno. Che tristezza, che bassezza.
Pucci ha fatto bene: secondo me la sua non è una resa, è un “andate tutti affanculo, tanto continuerò a dire che a Milano si rischia la pelle, che le mogli rompono le palle e che la Bindi non si può guardare”.
Credo che gli abbiano dato un assist stellare per una tournée coi fiocchi.
Perché non capiscono mai che quello che fanno si ritorce sempre contro le loro cause del cazzo.
Hanno ragione a dire che viviamo tempi di totalitarismo: il loro.
Lele Nata retweeted
Replying to @fcancellato
Cancellato, lei non sta raccontando la cerimonia, sta raccontando la sua tesi. Ogni dettaglio viene piegato per confermare un’idea già scritta in partenza, come se la realtà dovesse adattarsi al suo bisogno di descrivere il caos.
Lei elenca episodi normali, perfino prevedibili in un contesto globale così teso, e li trasforma in segnali apocalittici:
• JD Vance fischiato: per lei è la prova di un mondo spaccato; per me è solo un pubblico che esercita la propria libertà.
• Macron assente: lo presenta come un caso diplomatico, quando è evidente che nessuno voleva trasformare la cerimonia in un vertice tra potenze in conflitto.
• Ucraina applaudita e Israele fischiato: qui, mi permetta, la sua lettura è la più distorta. Lei descrive la scena come se fosse un semplice “segno dei tempi”, ma ignora completamente il punto fondamentale: fischiare atleti israeliani - persone, non governi - significa colpire individui che rappresentano un Paese in guerra e che spesso hanno perso amici, familiari, colleghi. Non è un gesto neutro, non è una “nota di colore”, non è un fenomeno da registrare con distacco sociologico. È un atto ostile verso cittadini che portano una bandiera in un momento drammatico. E il fatto che lei lo tratti come un dettaglio utile alla sua narrazione, invece che come un problema etico, dice molto.
• Telecronista Rai sostituito: lei lo usa come se fosse la prova di un disegno oscuro, senza uno straccio di certezza.
• Ghali “censurato”: la parola la usa lei, non i fatti. Io ho visto solo la scelta - legittima - di evitare che una cerimonia olimpica diventasse un palco politico.
E poi la sua chiusura sarcastica: “E meno male che la parola d’ordine era armonia”.
Come se l’armonia significasse applausi programmati, pubblico addomesticato, silenzio obbligatorio.
No, l’armonia significa evitare che un evento globale venga trasformato in un’arena di propaganda. E questo, che le piaccia o no, è esattamente ciò che è stato fatto.
La verità è semplice: lei non descrive ciò che accade, descrive ciò che le serve per sostenere la sua narrativa.
Ha bisogno del caos per poter dire che tutto è caos.
Ha bisogno del disordine per poter scrivere che tutto è disordine.
Ha bisogno della frattura per poter parlare di frattura.
Io invece ho visto un’Italia che, in mezzo a un mondo ingestibile, ha mantenuto equilibrio, ordine e rispetto delle regole.
Lei non lo riconosce perché non vuole riconoscerlo.
E a un certo punto diventa evidente: non sta raccontando la cerimonia, sta raccontando la sua ossessione interpretativa.
















