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Joined February 2022
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Lascia senza fiato l'intervista di @robertosaviano a capacchione sulla storia dei casalesi per #Insider su #rai3 applausi!
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Un racconto della mafia in Puglia inedito e dal di dentro! Questo è servizio pubblico! Grazie @robertosaviano #insider é straordinario! #rai3
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Questo è un invito. Un invito a raggiungermi a Napoli!  Dal 13 al 22 ottobre (cioè tra pochissimo) sarò, insieme a Mimmo Borrelli, al @TeatroBellini, dove porteremo in scena “Sanghenapule. Vita straordinaria di San Gennaro”.   Vorrei che, chi verrà a vederci, si concedesse poi del tempo per visitare la città provando a starci dentro con la mappa che lo spettacolo disegna. Sì, perché la storia di San Gennaro è la storia di Napoli, è la storia di chiunque a Napoli viva e di chiunque a Napoli sia nato, a prescindere da quanto lontano la vita l’abbia portato.  Vi faremo entrare, io con la mia narrazione e Mimmo con il suo genio espressivo, nell’incredibile storia del santo più umano, più bizzarro e più malandrino che sia mai esistito. Un santo che conosce bene l’umano tribolare, un santo che con il suo sangue - secondo i napoletani - protegge e perdona. E vi garantisco questo: San Gennaro riuscirà anche in un altro miracolo, farà diventare, chi per sventura non lo è, napoletano. Vi aspetto!
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È stato un @SalonedelLibro strepitoso, l’ultimo di @NicolaLagioia. Pieno di persone, di lettori, di storie. La contestazione della Ministra della famiglia #Roccella, avvenuta nello spazio della Regione Piemonte, è quanto di più sano possa avvenire in una democrazia. Una ministra della Repubblica viene contestata per le sue affermazioni (“purtroppo esiste il diritto all’aborto” ha più volte affermato) e per la sua appartenenza a un governo fortemente criticato per i continui tentativi di sabotare non solo il diritto delle donne all’autodeterminazione, ma anche per voler di fatto cancellare, con le sue direttive, le famiglie arcobaleno. La ministra Roccella, a differenza di scrittrici e scrittori, a differenza di intellettuali o attivisti, ha un ruolo delicato e un potere immenso. Il potere deve cercare e stimolare il dialogo prima di imporre provvedimenti che hanno un effetto immediato e devastante sulle vite delle persone. Dopo non può che arrivare la contestazione. Sui commenti irricevibili (“vergognati! Con tutti i soldi che prendi”) della sottosegretaria di Fratelli d’Italia #Montaruli, rivolti al direttore del #Salone Nicola #Lagioia, non varrebbe la pena nemmeno di soffermarsi, perché rientrano nella classica dialettica violenta di questo governo populista. Per Montaruli (che ricordiamo per il saluto romano a Predappio e per una condanna per peculato, reato che, di per sé, avrebbe consigliato un’esclusione dalla compagine di governo), evidentemente, se una persona viene pagata per il lavoro che svolge poi deve accettare continue ingerenze politiche autoritarie. Questo governo, questa destra xenofoba e la sua propaganda, vanno sabotati con tutti gli strumenti (non violenti) che la democrazia mette a disposizione. La destra italiana, infine, dimostra di non aver per nulla compreso la lezione americana. Il tentativo di restringere il diritto all'aborto ha scatenato una reazione politica dal basso, diffusa e trasversale, che ha contribuito alla sconfitta di Trump. Non se ne rendono conto, ma per questa via si avviano a costruire la loro stessa sconfitta.
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È stato un @SalonedelLibro strepitoso, l’ultimo di @NicolaLagioia. Pieno di persone, di lettori, di storie. La contestazione della Ministra della famiglia #Roccella, avvenuta nello spazio della Regione Piemonte, è quanto di più sano possa avvenire in una democrazia. Una ministra della Repubblica viene contestata per le sue affermazioni (“purtroppo esiste il diritto all’aborto” ha più volte affermato) e per la sua appartenenza a un governo fortemente criticato per i continui tentativi di sabotare non solo il diritto delle donne all’autodeterminazione, ma anche per voler di fatto cancellare, con le sue direttive, le famiglie arcobaleno. La ministra Roccella, a differenza di scrittrici e scrittori, a differenza di intellettuali o attivisti, ha un ruolo delicato e un potere immenso. Il potere deve cercare e stimolare il dialogo prima di imporre provvedimenti che hanno un effetto immediato e devastante sulle vite delle persone. Dopo non può che arrivare la contestazione. Sui commenti irricevibili (“vergognati! Con tutti i soldi che prendi”) della sottosegretaria di Fratelli d’Italia #Montaruli, rivolti al direttore del #Salone Nicola #Lagioia, non varrebbe la pena nemmeno di soffermarsi, perché rientrano nella classica dialettica violenta di questo governo populista. Per Montaruli (che ricordiamo per il saluto romano a Predappio e per una condanna per peculato, reato che, di per sé, avrebbe consigliato un’esclusione dalla compagine di governo), evidentemente, se una persona viene pagata per il lavoro che svolge poi deve accettare continue ingerenze politiche autoritarie. Questo governo, questa destra xenofoba e la sua propaganda, vanno sabotati con tutti gli strumenti (non violenti) che la democrazia mette a disposizione. La destra italiana, infine, dimostra di non aver per nulla compreso la lezione americana. Il tentativo di restringere il diritto all'aborto ha scatenato una reazione politica dal basso, diffusa e trasversale, che ha contribuito alla sconfitta di Trump. Non se ne rendono conto, ma per questa via si avviano a costruire la loro stessa sconfitta.
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Se avesse saputo che l’ora era arrivata, non avrebbe portato con sé la donna della sua vita. Era convinto di avere ancora qualche scampolo di vita da godersi, e qualche altro da rovinarsi. Era convinto che di lì a poco avrebbe cambiato ufficio. Che sarebbe diventato procuratore nazionale antimafia. Che gli dessero la possibilità di fare luce. Ma sul serio, stavolta. Ci aveva sperato molte volte, e ogni volta era rimasto sconfitto, tradito, umiliato. Quello di un mondo senza più mafia era un pensiero che gli bruciava nel petto, e quando un pensiero abita i corpi, popola le menti, un giorno o l’altro popola anche la terra. Da "Solo è il coraggio" @libribompiani #23maggio2023 #Capaci #Falcone
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Oggi, 23 maggio, esce il mio nuovo podcast: "Chi chiamerò a difendermi. Giovanni Falcone, la vita", prodotto da @AudibleIt. Da anni studio la vita di Giovanni Falcone, non solo il suo lavoro col pool antimafia, ma anche il suo pensiero, le sue passioni, la sua voglia di vivere. Ho cercato di ritrarlo in questo podcast attraverso il mio racconto e con la voce di alcune delle persone che meglio lo hanno conosciuto quando era in vita. Troverete un Falcone inedito: c'è l'odio che i suoi colleghi avevano nei suoi confronti, non tutti ovviamente, ma la gran parte. L'isolamento in cui è finito. Tutti aspetti che vengono raccontati ma molto lateralmente. Falcone viene sempre celebrato per il coraggio, il suo martirio. Volevo mostrare anche un uomo molto ingenuo, perché credeva nella capacità delle cose di cambiare, di diventare migliori. Potete ascoltarlo da oggi su Audible.
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Il Ministro della Cultura Gennaro #Sangiuliano mi ha portato a processo ritenendo che io avessi leso la sua onorabilità, ma così non è stato e il Tribunale civile di Roma mi ha dato ragione. Anzi: mi ha dato interamente ragione! Non dicevo il falso quando riconoscevo anche Nicola #Cosentino tra i padrini politici di Gennaro Sangiuliano e tra gli artefici delle sue fortune. Giorgia #Meloni - non è un dettaglio, anche se oggi passa sotto silenzio - è stata Ministra della Gioventù nel 2008, nello stesso governo e nella stessa coalizione di Nicola Cosentino, condannato in via definitiva a 10 anni di carcere per essere stato il referente politico del clan dei casalesi. Giorgia Meloni non ha nulla da dire al riguardo? Ci sarà qualche giornalista in grado di inchiodarla alle sue resposabilità, politiche naturalmente, ma enormi? Temo che nessuno - tranne il sottoscritto, che del resto è già stato querelato - chiederà conto a Meloni della sua vicinanza politica a chi ha portato la #camorra al governo, una vicinanza per la quale provo disgusto. Ma il cerchio si chiude: sono sotto scorta perché minacciato dal clan dei casalesi e sotto processo perché la Premier, che con il referente del clan dei casalesi è stata al governo, ha deciso di querelarmi e costituirsi parte civile. Inutile domandarsi perché questo governo non abbia ancora attivato la Commissione parlamentare antimafia… Sarebbe una domanda retorica. Provo pietà per il nostro Paese e un profondo disgusto perché tutto questo sembra ormai essere la nostra normalità. #slapp #VietatoInformare #AbusoDelProcesso
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Firmando una nuova ordinanza di abbattimento dell’#orsa #JJ4, il leghista Fugatti fa solo propaganda. Cerca di spostare la sua cattiva gestione dei boschi e della fauna dando responsabilità all’animale: incredibile ma vero. Nei giorni in cui l’imprenditore russo Artem Uss, figlio di un oligarca vicino a Putin, evadeva dai domiciliari, l’accanimento su un animale ovviamente incolpevole dei priori comportamenti mi è sembrato tanto più grottesco. Conosco il comportamento delle bande leghiste da molti anni. Uccidere l’orsa ha il solo vantaggio, per Fugatti, di spostare la responsbailità della cattiva gestione dei boschi e della fauna dalla politica all’animale e - terrorizzato che la stagione turistica possa essere penalizzata - sopprime l’animale per risolvere tutto velocemente. Eppure l’alternativa esiste ed è semplice: trasferire l’orsa. Ma Fugatti segnala che ci sarebbero “rischi legati alle operazioni di trasferimento”. Tutto falso, ha solo bisogno - pensando che questo possa essere un veloce rimedio - di dire: "Abbiamo ucciso il pericolo, tornate a correre nei nostri boschi". Solo propaganda. Quando le bande leghiste hanno preso la provincia di Trento, hanno letteralmente (con una operazione di manipolazione burocratica ridicola) distrutto il piú importante Festival dell’economia d’europa. E l’hanno fatto con il solo intento di fare propaganda “ripulire il festival, troppa sinistra”. Ecco cos'è il Trentino sotto la bandiera leghista: una gestione del territorio irrazionale, fatta solo di folle comunicazione.
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Tifare Napoli per me è la porta per una dimensione di perenne infanzia. È il luogo dove ho per sempre 11 anni. Con il Napoli ho un legame irrazionale, e spesso l’ultima arteria che ha pompato sangue del cuore della città nel mio corpo. In queste ore è come se tornassi a indossare quel completino (non esistevano le magliette ufficiali della squadra). Non c'era il merchandising quindi i completini dovevi comporli da solo. Dovevi comprare la decalcomania con il logo dello sponsor, della squadra e il numero che poi col ferro da stiro e tanta fatica si azzeccava all’azzurra maglietta. E poi quel sentimento irreale, metafisico, romantico di combattere insieme la partita e di vincere e perdere insieme. Ecco cos’è che infiamma il tifo: per un momento non ti fa sentire solo. Svanisce presto la magia, ma per quell’istante che dura assomiglia alla felicità. Forza #Napoli!
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L’orrore della profitto, l’orrore della competizione, l’orrore del merito, l’orrore della precarietà, l’orrore della disoccupazione, l’orrore dell’occupazione, l’orrore della fatica. C’è stato un mondo in cui esistevano organizzazioni politiche che volevano abbattere il lavoro, in cui gli intellettuali cantavano l’ozio e la pigrizia come condizioni uniche di libertà, in cui le menti credevano che la tecnologia avesse una sola direzione: liberare l’umanità dalla fatica e dal lavoro salariato. Ora tutto questo sembra non sia mai esistito e l’unico destino è esser travolti da una fatica sempre più grande e sempre più fatale. Più lavoro e meno risorse, meno tempo, meno vita. André Breton mi viene in soccorso per augurare un buon #1maggio a chi non ha mai smesso di agire perché l’orrore del nostro tempo non sia accettato come naturale condizione delle cose, come sola possibilità d’essere.
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Anni di inchieste e di articoli, anni di lotta alla connivenza tra centrodestra e criminalità, anni in cui si veniva zittiti con ogni mezzo (cosa che accade anche oggi): denunce, fango, accuse, insulti dei colleghi di partito. Nicola #Cosentino mi portò addirittura a processo nel 2012, ma il Tribunale rigettò la richiesta di danni. Oggi la Cassazione conferma definitivamente, per Nicola Cosentino, la condanna a 10 anni: la battaglia portata avanti era giusta. Ora possiamo dirlo senza più temere querele, senza più temere intimidazioni da parte dei media nazionali dediti alla propaganda e di quelli locali che strizzano l’occhio ai clan: il governo guidato da Forza Italia mise un uomo della camorra come Sottosegretario all'Economia a gestire i fondi europei, ovvero la spesa pubblica più importante... Tutto ciò che abbiamo raccontato era vero!
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Salman #Rushdie è fatto della sostanza dei suoi romanzi, costruiti con il miglior inglese scritto del nostro tempo, e dello slancio epico delle storie indiane. Eppure è innegabile che, per molte persone in tutto il mondo, Rushdie sia associato a un’unica parola: fatwa, la condanna a morte che l’ayatollah Khomeini gli ha scagliato addosso nel 1989 per il suo romanzo “I versi satanici”. Quando sei condannato a morte smetti di essere un soggetto privato e diventi esclusivamente un soggetto pubblico. Se poi la condanna a morte arriva per quel che hai scritto, per storie e parole, allora dovrai anche difenderti da chi ti dice: “Figuriamoci, sono solo parole… se avessero voluto farti fuori non lo avrebbero annunciato, lo avrebbero fatto e basta”. Ho incontrato Salman Rushdie per la prima volta dal 2008, quando ci vedemmo all’Accademia dei Nobel di Stoccolma, otto mesi dopo l’aggressione che ha subito e che gli è costata un occhio. Abbiamo parlato del potere della parola e della capacità della letteratura di arrivare alle radici della natura umana. L’intervista integrale si trova in edicola su “la Lettura” di domenica, oppure sulla App.
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La #Liberazione dal nazifascismo sarebbe la festa di tutti se ci fosse davvero un universo democratico condiviso, pur nella diversità delle idee politiche. Ma non è così. Questo governo xenofobo si dichiara pronto a celebrare il #25Aprile e l’Italia nata dalla Liberazione, ma ha fatto cassa di voti mentendo sui migranti, prova a cancellare i diritti dei bambini di famiglie omogenitoriali, parla sistematicamente di sostituzione etnica, in Europa è complice delle persecuzioni e delle aggressioni ungheresi alla comunità LGBTQ+, mente sulle politiche economiche raccontate come soccorritrici degli indigenti mentre proteggono il privilegio e i potenti. Il 25 Aprile non può appartenere a questo governo che accoglie le celebrazioni per meglio snaturarle. Si risparmiassero la maschera. Nostro dovere è svelarli sempre nelle menzogne e nella propaganda con costanza, anzi - come insegna il celebre libro del partigiano Giovanni Pesce - senza tregua.
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Il @Guardian racconta la vicenda del boss stragista Giuseppe Graviano, assassino di Falcone e Borsellino, che mi ha querelato e ha chiesto il sequestro del mio romanzo "Solo è il coraggio". Le mafie sono sempre attente al modo in cui vengono raccontate 👇 theguardian.com/world/2023/j…
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The @Guardian tells the story of the boss Giuseppe Graviano, murderer of Falcone and Borsellino, who sued me and asked for the seizure of my novel "Solo è il coraggio". Mafias are always attentive to the way they are told 👇 theguardian.com/world/2023/j…
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Metà nov 2022 prima udienza processo #Meloni. Oggi la seconda e domani la terza. Da vittima di minacce mafiose 15 anni fa, non si è celebrato ancora l'Appello. Da imputato, invece, la giustizia va spedita… Ma l’importante è che sia equa e trionfi, no?
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Giorgia #Meloni è un pericolo, per l'Italia e l'Europa: abbiamo sempre fatto da laboratorio che ha anticipato crisi in altri Paesi, e il modello economico che propone ci porterà al tracollo. Basta vedere dove trae ispirazione: dall'Ungheria di Orbán. theguardian.com/world/commen…
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Perché solo è il Coraggio. @robertosaviano @libribompiani #pnlegge2022 🌾
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.@robertosaviano saluta questa edizione di #pnlegge2022 con una dedica e un autografo a tutti i suoi sostenitori in fila per il firmacopie. @libribompiani
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