Don Carlo Cittadino (@revcarlo) header
Don Carlo Cittadino (@revcarlo) profile picture

Sacerdote della Diocesi di Lamezia Terme

Lamezia Terme, Calabria
Joined December 2012
Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)Photo by Don Carlo Cittadino (@revcarlo)
Serata di preghiera al Santuario B.V del Soccorso.
2
48
538
_*MEDITAZIONI SULLE ANIME DEL PURGATORIO*_ *Adoperarci per evitare il purgatorio.* Le riflessioni precedenti, se abbiamo un po' di fede, debbono bastare ad eccitarci a fare quello che dipende da noi per tenerci lontani dal purgatorio, od almeno abbreviarne la durata. Più non diremo, pensando alle gravi colpe della vita passata: «Le ho confessate, ne ho ricevuto l'assoluzione, ho fatta la penitenza impostami dal confessore.» Un delinquente a cui fosse stata commutata la pena capitale in un lungo e duro carcere, perderebbe di vista la sua colpa, e lascerebbe forse di adoperarsi per abbreviare la prigionia, qualora gli fosse possibile? Certo che no; e noi dimenticheremo tanti peccati per i quali dovremmo forse ardere trenta, cinquanta, cent'anni nelle fiamme del purgatorio? Per evitare un leggero male ci adoperiamo per quanto possiamo, e temeremo poi di far qualche penitenza per evitare pene terribili e lunghissime? Osserviamo quanto fecero i santi: per colpe leggerissime hanno versato amare lacrime accompagnate dalle penitenze più austere per tutta la loro vita. A loro imitazione, siamo solleciti di fare il nostro purgatorio in questo mondo; perchè nell'altro «non basteranno nè il buon volere, nè l'opera stessa.» Ma non dimentichiamo che fra tutte le mortificazioni, la principale è quella di astenerci dal peccato. Evitiamo dunque con il massimo impegno il peccato mortale; e se avessimo la deplorabile abitudine di commetterlo, non diciamo come tanti peccatori: «non è che un peccato di più, la stessa assoluzione li cancellerà tutti.» Pensiamo che ogni peccato mortale, sebbene sia stato rimesso, lascia da subire una terribile espiazione. Evitiamo pure il peccato veniale, massimamente avvertito. Ed allorchè vogliamo sapere che cosa siano le colpe da noi dette leggere, trasportiamoci in spirito al fondo del purgatorio, e diciamo: quanto non avrei orrore di una piccola colpa, d'una piccola bugia, d'una maldicenza, se per tal cosa dovessi starmene ad ardere in questo fuoco per un'ora? Ora, sapendo che mi fruttano sofferenze lunghissime in fiamme mille volte più atroci di tutti i fuochi della terra, oserò commetterle? Ripetiamolo ancora, se la considerazione dell'amore e della bontà di Dio non basta a farci comprendere che cosa sia peccato veniale, serva almeno a farcelo evitare l'ardore di quelle fiamme espiatrici. La causa per cui poco temiamo il purgatorio è l'esagerare che facciamo l'efficacia ed il numero di preghiere che altri faranno per noi dopo la nostra morte. Molto si conta sull'affetto degli amici e dei parenti; ma quanti sono tra essi in grazia di Dio? quanti tra questi medesimi penseranno di pregar sovente per noi? Ascoltiamo cosa dice l'esperienza, e più non ci nutriremo di vane illusioni. I defunti vengono prestamente obliati dai loro stessi parenti più prossimi, e se talvolta sono compianti, non ne ricevono alcun sollievo. Adoperiamoci dunque, mentre siamo in vita, per abbreviarci la durata del purgatorio. E l'otterremo con il fuggire il peccato e con il fare penitenza; e specialmente con una grande e costante devozione alle anime purganti. Questa devozione, fra i molti altri vantaggi, ci procurerà quello d abbreviarci di molto il tempo della nostra prova e forse di esentarcene del tutto. Diciamo dunque con l'autore dell'Imitazione: «Non ti fidare degli amici, nè dei congiunti; perchè troppo presto si dimenticheranno di te, più di quel che non pensi. Se tu non sei adesso sollecito di te medesimo, chi sarà in tua vece nell'avvenire? (Libro I, cap. XXIII). *FIORETTO SPIRITUALE.* — Chi si purifica delle sue colpe nella vita presente, con un soldo soddisfa al debito di mille ducati; ma chi aspetta a sdebitarsi nell'altra vita, si rassegna a pagare mille ducati per un soldo che gli sarebbe bastato in tempo opportuno. *(S. Catterina da Genova).*
4
30
382
Il messaggio più importante per te...
3
5
43
493
*AL SACRO CUORE PER LE ANIME DEL PURGATORIO* Un Cuore Sacratissimo di Gesù che, nelle tue rivelazioni alla diletta discepola Santa Margherita Maria Alacoque, mostrasti di gradire la devozione al tuo Divin in cuore, quale mezzo efficace per lenire i tormenti delle anime purganti, e tante ne liberarsti, accogli pure la mia umile preghiera. Versa dalla ferita del Tuo Cuore al Sangue Prezioso di refrigerio e di vita; manda la tua fiamma d'amore a estinguere quella della divina giustizia; stringi, o Gesù, il palpitante tuo cuore per donare alle anime dei miei cari l'abbraccio dell'eterno amore. E tu, Vergine Santa, che tanto puoi sul Cuore del tuo Figlio, pregalo che presto quelle anime sofferenti si uniscono a te a lodarlo e ringraziarlo per le sue misericordie. Amen
1
3
15
278
🟨 *MA IL PURGATORIO ESISTE DAVVERO? DOVE STA SCRITTO NELLA BIBBIA?* _*Ascoltiamo cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica:*_ *III. La purificazione finale o purgatorio* *1030.* Coloro che muoiono nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo. *1031.* La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt'altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: « Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c'è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro ». *1032.* Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: « Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato » (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: *«Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione?* [...] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere ». ▫️(621) Cf Concilio di Firenze, Decretum pro Graecis: DS 1304. ▫️(622) Cf Concilio di Trento, Sess. 25a, Decretum de purgatorio: DS 1820; Sess. 6a, Decretum de iustificatione, canone 30: DS 1580. ▫️(623) Per esempio, 1 Cor 3,15; 1 Pt 1,7. ▫️(624) San Gregorio Magno, Dialogi, 4, 41, 3: SC 265, 148 (4, 39: PL 77, 396). ▫️(625) Cf Concilio di Lione II, Professione di fede di Michele Paleologo: DS 856. ▫️(626) Cf Gb 1,5. ▫️(627) San Giovanni Crisostomo, In epistulam I ad Corinthios, homilia 41, 5: PG 61, 361. _Quindi anche senza mai usare la parola “purgatorio” nei primi secoli, la Chiesa, sulla base della Scrittura e della Tradizione perenne, ha sempre creduto nella realtà di una purificazione ultima dopo la morte per coloro il cui Amore per Dio non è totale al momento del decesso. Ci sono altri passi che rafforzano questa logica di misericordia (che coloro che sono già defunti possono essere aiutati spiritualmente), *come per esempio 1 Cor 15,29.* Ma bastano questi tre paragrafi del Catechismo per rendere salda la nostra fiducia nella verità del purgatorio._
2
5
21
571
*ANIME DEL PURGATORIO* *Suor Josefa Menendez,* stanca delle pene sofferte, senti­va il bisogno di riposare; tuttavia, memore di quanto Gesù le aveva detto - "Scrivi quanto tu vedi nell'aldilà!" - facendo un sacrificio, si mise a tavolino. Nel pomeriggio le apparve la Madonna, che le disse: _«Tu, figlia mia, questa mattina prima della Messa hai compiuto una piccola opera buona, con sacrificio e con amore. In quel momento c'era un'anima in procinto di cadere nell'Inferno. II mio Fi­gliuolo Gesù ha utilizzato il tuo sacrificio ed essa si è salvata. Vedi, figlia mia, quante anime si possono salvare con i piccoli atti!»_
8
144
5
612
7,109
Preghiamo insieme per i nostri cari defunti.
1
48
343
*PREGHIERA AL SANTISSIMO SACRAMENTO PER LE ANIME DEL PURGATORIO* Adorato Gesù, nostro Dio e Salvatore, dopo averci salvato morendo sulla Croce, andasti subito a consolare le anime dei defunti, che con vivissimo desiderio aspettavano nel seno di Abramo, il sospirato Liberatore. Mi presento oggi al santo Tabernacolo per ricordarti, o Redentore delle anime, quei momenti di felicità indicibile, quando cogliesti i frutti di tante tue sofferenze, applicando alle anime del Purgatorio i meriti della tua Croce e le liberasti dal luogo dove, da tanti secoli, ti stavano aspettando. Come gioisti, Gesù, quando tutte quelle anime belle ti accolsero come loro Redentore, con grande felicità ti circondarono, con riconoscenza risposero ai tuoi abbracci e con cantici festosi ti seguirono nella tua Ascensione al Cielo. Ancora tante anime elette, però, soffrendo e piangendo, sospirano il loro Liberatore, attendono Te, o Gesù, che col tuo Sangue e con la tua santa Croce hai riaperto il Paradiso. Tu, Liberatore delle anime, sei qui e dal tabernacolo eucaristico t'immoli per tutti. Mio Dio, Tu sei qui ed hai operato il grande miracolo di esserti unito a noi così strettamente da renderci una sola cosa con Te. Non solo ti unisci a noi per mezzo della Santa Comunione, quando ti riceviamo e ti stringiamo vivo, vero e reale al nostro cuore, ma anche quando ci associ nell'infinita tua bontà all'opera della Redenzione delle anime. Per questi grandi privilegi, o Signore, io ti offro tutte le tue sofferenze dall'istante dell'Incarnazione fino all'ultimo respiro sulla Croce; ti offro il Sangue che per noi hai versato, le perfette riparazioni che hai offerto al Padre per noi, tutti i tuoi meriti, i dolori di Maria, tua Madre, tutte le Celebrazioni Eucaristiche che si offrono sulla terra e, con questo tesoro di infinito valore, ti domando la liberazione delle anime del Purgatorio, specialmente di quelle che più mi stanno a cuore. Per mezzo del tuo Sangue prezioso, o Signore, siano purificate da ogni macchia. Dal tuo santo tabernacolo ora, Gesù, benedicimi, concedimi la grazia di saper amare di più e di vivere in modo da poter morire senza debiti con la tua giustizia.
8
70
1
398
5,266
⬜ *Dal Discorso tenuto da SAN CARLO, vescovo, nell'ultimo Sinodo* (Acta Ecclesiae Mediolanensis, Milano 1599, 1177-1178) _*Vivere la propria vocazione*_ Tutti siamo certamente deboli, lo ammetto, ma il Signore Dio mette a nostra disposizione mezzi tali che, se lo vogliamo, possiamo far molto. Senza di essi però non sarà possibile tener fede all'impegno della propria vocazione.   Facciamo il caso di un sacerdote che riconosca bensì di dover essere temperante, di dover dar esempio di costumi severi e santi, ma che poi rifiuti ogni mortificazione, non digiuni, non preghi, ami conversazioni e familiarità poco edificanti; come potrà costui essere all'altezza del suo ufficio?   Ci sarà magari chi si lamenta che, quando entra in coro per salmodiare, o quando va a celebrare la Messa, la sua mente si popoli di mille distrazioni. Ma prima di accedere al coro o di iniziare la Messa, come si è comportato in sacrestia, come si è preparato, quali mezzi ha predisposto e usato per conservare il raccoglimento?   Vuoi che ti insegni come accrescere maggiormente la tua partecipazione interiore alla celebrazione corale, come rendere più gradita a Dio la tua lode e come progredire nella santità? Ascolta ciò che ti dico. Se già qualche scintilla del divino amore è stata accesa in te, non cacciarla via, non esporla al vento. Tieni chiuso il focolare del tuo cuore, perché non si raffreddi e non perda calore. Fuggi, cioè, le distrazioni per quanto puoi. Rimani raccolto con Dio, evita le chiacchiere inutili.   Hai il mandato di predicare e di insegnare? Studia e applicati a quelle cose che sono necessarie per compiere bene questo incarico.   Da' sempre buon esempio e cerca di essere il primo in ogni cosa. Prèdica prima di tutto con la vita e la santità, perché non succeda che essendo la tua condotta in contraddizione con la tua prèdica tu perda ogni credibilità.   Eserciti la cura d'anime? Non trascurare per questo la cura di te stesso, e non darti agli altri fino al punto che non rimanga nulla di te a te stesso. Devi avere certo presente il ricordo delle anime di cui sei pastore, ma non dimenticarti di te stesso.   Comprendete, fratelli, che niente è così necessario a tutte le persone ecclesiastiche quanto la meditazione che precede, accompagna e segue tutte le nostre azioni: Canterò, dice il profeta, e mediterò (cfr. Sal 100, 1 volg.). Se amministri i sacramenti, o fratello, medita ciò che fai. Se celebri la Messa, medita ciò che offri. Se reciti i salmi in coro, medita a chi e di che cosa parli. Se guidi le anime, medita da quale sangue siano state lavate; e «tutto si faccia tra voi nella carità» (1 Cor 16,14). Così potremo facilmente superare le difficoltà che incontriamo, e sono innumerevoli, ogni giorno. Del resto ciò è richiesto dal compito affidatoci. Se così faremo avremo la forza per generare Cristo in noi e negli altri.
1
8
520
*04 NOVEMBRE*   *SAN CARLO BORROMEO* _Arona, Novara, 1538 - Milano, 3 novembre 1584_   *Nato nel 1538 nella Rocca dei Borromeo, sul Lago Maggiore, era il secondo figlio del Conte Giberto* e quindi, secondo l'uso delle famiglie nobiliari, fu tonsurato a 12 anni. Studente brillante a Pavia, venne poi chiamato a Roma, dove venne creato cardinale a 22 anni. Fondò a Roma un'Accademia secondo l'uso del tempo, detta delle «Notti Vaticane». Inviato al Concilio di Trento, nel 1563 fu consacrato vescovo e inviato sulla Cattedra di sant'Ambrogio di Milano, una diocesi vastissima che si estendeva su terre lombarde, venete, genovesi e svizzere. Un territorio che il giovane vescovo visitò in ogni angolo, preoccupato della formazione del clero e delle condizioni dei fedeli. Fondò seminari, edificò ospedali e ospizi. Utilizzò le ricchezze di famiglia in favore dei poveri. Impose ordine all'interno delle strutture ecclesiastiche, difendendole dalle ingerenze dei potenti locali. Un'opera per la quale fu obiettivo di un fallito attentanto. Durante la peste del 1576 assistette personalmente i malati. Appoggiò la nascita di istituti e fondazioni e si dedicò con tutte le forze al ministero episcopale guidato dal suo motto: «Humilitas». Morì a 46 anni, consumato dalla malattia il 3 novembre 1584.
2
16
430
Questo è il Santuario della B.V. Maria del Soccorso di cui io sono parroco.
9
7
1
191
1,476