I canali social dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sono uno spazio in cui condividiamo valori, cultura, tradizioni e iniziative dell’ebraismo italiano. Questa policy nasce per garantire un ambiente civile e rispettoso e, per mantenere un clima positivo, abbiamo adottato le seguenti linee di condotta.
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16 ottobre 1943 data della infame razzia del Ghetto di Roma, 1259 le persone rastrellate dai nazisti, 1023 (di cui 207 bambini nessuno dei quali si salvò), furono deportate al campo di sterminio di Auschwitz. Solo 15 uomini e una donna, Settimia Spizzichino, fecero ritorno. Ma era solo l’inizio: a Roma continuarono e da lì partirono le razzie e le deportazioni di massa in tutta Italia. Per citarne alcune, a Firenze il 6 novembre 1943 furono deportati centinaia di ebrei, fra i quali il capo rabbino della Comunità Cassuto, a Venezia nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 1943, una massiccia operazione portò all'arresto e alla successiva deportazione di oltre 240 ebrei veneziani. Milano, Torino e Genova subirono retate continue. Trieste subì una repressione fortissima, qui i nazisti istituirono l'unico campo di sterminio in Italia dotato di forno crematorio, la Risiera di San Sabba, da cui partirono convogli verso Auschwitz e altri campi. Dimenticare è impossibile e oggi che quel feroce antisemitismo, con mezzi e volti nuovi, ci investe ancora. La speranza è che il ricordo di quelle vite spezzate non resti soltanto una ferita della nostra storia, ma diventi un anticorpo democratico per i nostri giovani.
All’alba del 16 ottobre 1943, le forze naziste rastrellarono gli ebrei di Roma. 1.259 persone, tra uomini, donne, bambini e anziani, furono prelevate dalle proprie abitazioni e deportate nei campi di sterminio. Solo 16 fecero ritorno.
15 uomini, una sola donna. Nessun bambino.
Le scritte minacciose comparse nel vicolo Monticelli a Bologna, con espliciti riferimenti intimidatori contro gli ebrei e frasi che inneggiano alla violenza, sono un fatto gravissimo che non può essere derubricato a vandalismo né liquidato come una provocazione.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane condanna con assoluta fermezza queste manifestazioni di odio antiebraico, che evocano la violenza fisica e prendono di mira persone e istituzioni attraverso messaggi che non lasciano spazio ad ambiguità, ed esprime solidarietà alle persone prese di mira e alla Comunità ebraica bolognese. Quando sui muri compare l’invito a sparare contro un rabbino, siamo di fronte a una minaccia che supera ogni soglia di tollerabilità.
L’UCEI chiede che le autorità competenti e la Magistratura svolgano con la massima tempestività tutti gli accertamenti necessari per individuare i responsabili e verificare la natura e la portata delle minacce. Chiede inoltre che venga mantenuta alta l’attenzione sulla sicurezza delle persone e dei luoghi ebraici e che le istituzioni, a ogni livello, esprimano una condanna chiara, inequivocabile e priva di ambiguità.
Proprio oggi 9 ottobre che si ricorda l’attentato alla sinagoga di Roma del 1982 in cui perse la vita il piccolo Stefano Gaj Tachè.
#antisemitismo #bologna #DDLantisemitismo #odioantiebraico
@EU_Commission @unar_norazzismi @Palazzo_Chigi @_Carabinieri_
Oggi ricordiamo il terribile attentato al Tempio Maggiore di Roma del 9 ottobre 1982 compiuto da un commando palestinese, dove il piccolo Stefano Gaj Taché perse la vita a soli due anni e altre 40 persone rimasero ferite. Questa mattina sono state deposte le corone in occasione della cerimonia commemorativa, alla presenza della famiglia Gaj Tachè, del Rabbino Capo Riccardo Di Segni, della @PresidenteUCEI Livia Ottolenghi, del Vicepresidente Vicario della Comunità Ebraica di Roma Alessandro Luzon, della Vicepresidente e Assessore alla Memoria della Comunità Ebraica di Roma Carola Funaro Bublil, di S.E Jonathan Peled Ambasciatore di @IsraelinItaly e del Sindaco di Roma @gualtierieurope
Ieri sera le Sinagoghe italiane si sono illuminate e le Comunità Ebraiche hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del 7 ottobre 2023.
L’iniziativa, promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha riunito le Comunità in un momento nazionale di memoria e raccoglimento, per ricordare le vittime.
Le luci delle Sinagoghe hanno attraversato l’Italia, restituendo l’immagine di un ebraismo italiano vivo, presente e resiliente. Una presenza che, attraverso le Comunità e i luoghi di culto, continua a custodire la propria identità e la propria storia, con la responsabilità di trasmetterle alle generazioni future.
Ieri sera, insieme a @romaebraica e @IsraelinItaly ci siamo riuniti al Tempio Maggiore per commemorare le vittime dell’attacco terroristico del #7ottobre 2023 in Israele e dell'attacco del #9ottobre 1982 alla Sinagoga di Roma.
La serata è iniziata con un minuto di silenzio in contemporanea con altre Sinagoghe italiane. Molti sono stati i temi affrontati, a partire dal ricordo delle famiglie distrutte il 7 ottobre e dal ritorno di un antisemitismo che non si vergogna più di mostrarsi, un odio antiebraico radicato e pronto ad emergere. Il Rabbino Capo Riccardo Di Segni ha invitato a non dimenticare. Non permettere che il tempo, la propaganda o l’assuefazione cancellino la misura di ciò che è accaduto. È intollerabile che il 7 ottobre sia stato progressivamente rimosso, relativizzato. Abbiamo ricordato anche un’altra data tragica, un altro Sheminì Atzeret e coincidenza di nuovo Shabbat, il 9 ottobre 1982, quando, sull’onda di un pubblico crescendo antisemita, un commando di terroristi palestinesi uccise un bimbo italiano di 2 anni, Stefano Gaj Taché, e lasciò a terra più di 40 feriti.
Sono intervenuti: il Rabbino Capo Riccardo Di Segni, il Presidente Victor Fadlun, la Presidente UCEI Livia Ottolenghi, Gadiel Gaj Taché, fratello del piccolo Stefano e S.E Jonathan Peled, Ambasciatore di Israele in Italia.
È stato momento di raccoglimento, di preghiera, di riflessione ed unione per non dimenticare.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane promuove, martedì 6 ottobre, l’iniziativa “UN MINUTO, INSIEME”, in memoria delle vittime del 7 ottobre 2023. Alle 20:30, le Sinagoghe italiane si illumineranno e le Comunità Ebraiche osserveranno un minuto di silenzio, per ricordare le vittime e mantenere viva la memoria.
UN MINUTO, INSIEME
«Il ddl sull’antisemitismo è un intervento giusto, un anticorpo democratico contro il pregiudizio e l’odio. Per questo va votato». È l’appello della Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, rivolto a tutti i deputati in vista della discussione e del voto sul provvedimento alla Camera nei prossimi giorni.
«Il ddl, che difende i valori democratici e contrasta l’odio antisemita, non deve essere valutato secondo logiche di appartenenza politica, ma per i suoi contenuti. Esso risponde a un principio democratico e tutela diritti fondamentali: elementi che – ha aggiunto Ottolenghi – ne fanno un tema trasversale. Non contiene norme penali, ma soltanto indicazioni di indirizzo volte a preservare i valori democratici della Repubblica italiana».
“Sostengo con convinzione la campagna lanciata da @ugei_it a favore dell'approvazione del DDL Antisemitismo perché ne condivido i valori e le finalità. Per sostenere un dibattito democratico onesto è fondamentale informarsi sui contenuti della proposta ed evitare strumentalizzazioni”.
Livia Ottolenghi
@PresidenteUCEI
#uniticontrolantisemitismo
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L'Italia ha registrato un altro grave episodio #antisemita questa volta a Milano nel pomeriggio di mercoledi, ai danni di un rabbino colpevole di aspettare l'autobus ad una fermata. A nome dell'@ucei_it voglio esprimere la mia solidarietà alla vittima e alla Comunità Ebraica di Milano, ringraziare le forze politiche che in queste ore hanno espresso la propria solidarietà condannando il vile atto ricordando l'importanza dell'approvazione del #DDLAntisemitismo. Un doveroso ringraziamento va a tutte le forze dell'ordine che hanno contribuito al rapido fermo dei tre aggressori e - più in generale - garantiscono l'incolumità delle Comunità Ebraiche in Italia.
@EU_Commission @unar_norazzismi @Palazzo_Chigi @poliziadistato
#Antisemitismo #Milano #DDLAntisemitismo
Fra poche ore daremo il benvenuto al nuovo anno 5787.
“Si chiuda il vecchio anno con le sue maledizioni e si apra il nuovo anno con le sue benedizioni”.
Riflettendo sul significato del tempo che ci attende e sulle responsabilità che esso ci affida, per quanto un periodo possa essere stato difficile, l'inizio di un nuovo ciclo porta sempre con sé la promessa di un cambiamento positivo.
L’anno che si conclude ci lascia una forte preoccupazione per l’aumento dei casi di antisemitismo e per il crescente senso di isolamento che ne deriva, soprattutto per i nostri giovani. Il dibattito su Israele e sul sionismo si è fatto più polarizzato, mentre in molti contesti si sono ridotti gli spazi per esprimere liberamente posizioni e identità.
È quindi necessario preservare e recuperare questi spazi di confronto, nel rispetto delle diverse sensibilità. Anche le recenti proteste contro il DDL antisemitismo mostrano quanto il confronto resti complesso e quanto sia importante mantenerlo entro i confini del dialogo democratico riaffermando decisamente il nostro spazio. Tutto questo richiede attenzione e responsabilità.
La mia esortazione per il prossimo anno è di non cedere, di non nasconderci, di continuare a vivere la nostra vita ebraica nella pienezza delle nostre radici.
È la capacità di difendere la nostra identità e la nostra dignità quando viene minacciata, di contrastare ogni forma di odio e discriminazione, di custodire la memoria e di trasformarla in impegno civile. È la determinazione a costruire comunità forti, aperte e solidali, capaci di affrontare le sfide del presente senza rinunciare ai propri principi.
Entriamo dunque nel 5787 con la consapevolezza che il futuro non si attende passivamente: si costruisce.
Che questo sia un anno di luce, di coraggio e di responsabilità, per noi e per i nostri fratelli e sorelle in tutte le parti del mondo, e che ciascuno di noi possa contribuire, a rendere più forte la Comunità e più saldo il legame che unisce il nostro passato al nostro futuro.
Shanah Tovah Umetukah
Livia Ottolenghi, Presidente UCEI
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Oggi ho partecipato alla mia prima Giornata Europea della Cultura Ebraica da Presidente @ucei_it. Quest’anno la città capofila è #Bologna, luogo di cultura, conoscenza e dialogo. Qui e in altre 20 Comunità Ebraiche Italiane oggi sono stati aperti teatri e luoghi di culto per condividere momenti di cultura e incontrare la cittadinanza. La presenza ebraica in Italia lunga oltre duemila anni è parte integrante del nostro paese. Nel mio intervento che potete leggere integralmente al link:
ucei.it/wp-content/uploads/2…
ho affrontato tra gli altri il tema dell’#antisemitismo, del #dialogo, e della necessità di creare #anticorpidemocratici per comprendere quando una critica politica supera il confine e diventa pregiudizio, discriminazione o odio verso gli ebrei. Ho nuovamente sottolineato anche l’importanza della celere approvazione del #DDLAntisemitismo la cui calendarizzazione è in programma questa settimana. Auspico che questa Giornata possa rappresentare sia un momento di conoscenza della cultura ebraica ma anche un’affermazione concreta del diritto alla presenza, alla partecipazione e al dialogo. #antisemitismo #anticorpidemogratici #GECE
Nell’apprendere la notizia del mancato rinnovo dell’incarico a presidente della Fondazione Meyer l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime il proprio sostegno e la più ferma e sentita solidarietà a Marco Carrai console onorario di Israele per la Toscana, che nelle scorse ore ha lasciato l’incarico.
“Il clima di persecuzione personale e ideologica che ha accompagnato la fine del suo mandato dalla presidenza della Fondazione Meyer di Firenze rappresenta un segnale allarmante per la nostra democrazia. - sottolinea la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi - È inaccettabile che un incarico onorario di rappresentanza e un profilo professionale di alto valore sociale vengano trasformati in una colpa personale, per la sua vicinanza allo Stato ebraico”.
“Questo livello di ostilità è il sintomo evidente di una deriva antisemita e antiebraica che non può essere derubricata a semplice dissenso politico, ma è diventata un test ideologico a priori. Colpire le persone e le istituzioni sociali per il solo legame con lo Stato di Israele significa sdoganare un pregiudizio che mina i valori civili fondamentali della nostra società”. Ha concluso la presidente Ottolenghi.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime solidarietà ai giovani ebrei italiani per l'episodio di minacce antisemite - che secondo le prime ricostruzioni dei fatti - è avvenuto al termine del campeggio estivo del Bene Akiva nei pressi di Sofia in Bulgaria. Sono episodi che continuano a ripetersi in un crescendo sempre più preoccupante. Da parte nostra metteremo in atto tutte le possibili azioni affinché la vita ebraica in tutte le sue manifestazioni possa continuare a svolgersi in sicurezza e tranquillità per gli ebrei italiani ed europei.
L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane condanna con la massima fermezza il manifesto antisemita apparso oggi nella sede Rai di Roma contro il giornalista Giovan Battista Brunori, corrispondente da Gerusalemme, già vittima nei giorni scorsi insieme alla famiglia, di minacce per il suo lavoro. Ancora una volta l’ideologia malata si riversa contro l’informazione in nome di un test ideologico aprioristico. L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane denuncia una volta in più il clima di odio e pregiudizio innescato da sedicenti gruppi che si firmano ‘Global Sumud’ e ‘Libere di lottare’. Un clima segnato da intolleranza e intimidazione frutto di un ‘pensiero unico’ arbitrario interprete di ogni realtà. A Brunori, alla sua famiglia e ai vertici Rai, prontamente intervenuti, va tutta la solidarietà dell’UCEI.
In considerazione delle gravi tensioni che si sono manifestate in occasione delle manifestazioni del 25 aprile 2026, i vertici dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) si sono recentemente incontrati allo scopo di riaprire il dialogo tra le parti su temi di vitale importanza per la democrazia italiana e la società civile.
UCEI e ANPI hanno registrato significativi punti di convergenza su questi temi;
- il valore attuale dell'antifascismo come fondamento della Costituzione italiana
- la condanna di qualsiasi atto di violenza, ovunque abbia origine, e di qualsiasi forma di razzismo e discriminazione senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art. 3 Cost.)
- il ribadito riconoscimento del ruolo dei combattenti ebrei nella Resistenza e della Brigata Ebraica nella lotta italiana al nazifascismo
- la riconferma del diritto della componente ebraica alla partecipazione in sicurezza alle celebrazioni del 25 aprile contrastando scelte e comportamenti divisivi di qualsiasi natura e da qualsiasi parte
- l’impegno in generale ad abbassare i toni del confronto pubblico e la volontà di affrontare tramite il confronto diretto anche le questioni su cui divergono
- l’interesse ad avviare un percorso congiunto in vista dell’organizzazione del prossimo 25 aprile 2027 e di ogni altra scadenza memoriale.
Siamo di fronte a un salto di qualità dell’antisemitismo che non può essere sottovalutato. Questa volta, con il format diffuso on line, siamo arrivati alle nuove ‘stelle gialle’: denunciare e schedare le presunte ‘colonie’ sioniste in Italia, marchiare gli ebrei, insinuare disegni oscuri del tutto inesistenti. È la cultura del complotto che ci riporta ai tempi che hanno preceduto le leggi razziste del ’38.
L’Unione delle Comunità ebraiche italiane è a conoscenza di mille altri episodi che in questi mesi hanno riprodotto e tentato di inoculare sempre più l’antisemitismo nella pubblica opinione. Il tutto nell'assordante silenzio della società civile che, tranne per qualche sporadica eccezione, tace. È un disegno preciso basato sulla disinformazione e sulla propaganda che cerca di piegare la società civile ad una visione di odio e pregiudizio, additando – nel vero senso della parola – gli ebrei e i sionisti come reietti di questa epoca.
Per rispetto dello shabbat l’Unione non ha parlato, ma oggi chiede con forza alle istituzioni – che già tanto hanno fatto in questi tempi di istigazione all'odio – di intervenire con ancora maggiore decisione per impedire questo scempio che crediamo abbia aperti aspetti di illegalità.
Siamo convinti che non saremo inascoltati perché ne va di mezzo la democrazia e la civile convivenza del Paese. Lo abbiamo detto mille volte e lo abbiamo ripetuto con il sostegno al ddl in discussione alla Camera: l’antisemitismo va combattuto perché non riguarda solo gli ebrei ma l’intera società civile e la democrazia.
Oggi presso il Museo Ebraico di Roma, si è svolta la cerimonia per la restituzione di due antichi libri del XVI e XVII secolo appartenenti al patrimonio bibliografico della confraternita Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma e della Biblioteca del Collegio Rabbinico Italiano, oggetto di razzia durante e dopo l’occupazione nazista della Capitale. Alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli e del Rabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Shemuel Di Segni, sono intervenuti anche il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Livia Ottolenghi, il Procuratore Aggiunto della Procura di Roma, Giovanni Conzo e il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Antonio Petti. La cerimonia ha segnato un momento di alto valore storico e istituzionale dedicato al dovere della memoria e all’affermazione della legalità, durante il quale un altro tassello di millenaria tradizione culturale ritrova finalmente la sua collocazione originaria.
“Ringraziamo, a nome dell’ebraismo italiano, le Forze dell’Ordine per l’attività di investigazione e recupero che ha reso possibile il ritorno di un patrimonio culturale e bibliografico di grande valore, parte integrante della storia e della memoria delle nostre Comunità e del nostro Paese”, le parole della @PresidenteUCEI Livia Ottolenghi.
I volumi di significativa importanza storica torneranno finalmente nel loro luogo d’origine e restituiti alla collettività.


























