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Che criminali!
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Ho chiesto ad una mia mia amica che vive a Odessa - che preferisce rimanere anonima e che chiameremo A.S. - di scrivere un diario dall’Ucraina. Le ho chiesto di scrivere le sue impressioni, senza una cadenza cronologica rigida. Solo le sue impressioni. Questo è il primo capitolo e spero non sia l’ultimo.
“Sono nata e cresciuta nella città di Odessa, nel sud dell'Ucraina. Ho trascorso gli ultimi tre anni conseguendo un master presso un'università italiana, tornando a casa per un breve periodo ogni anno. Dopo aver completato gli studi e ottenuto la laurea nel novembre 2023, sono ritornata a Odessa. Quando Winston P. mi ha chiesto di scrivere, gli ho fatto notare che non essendo un'esperta di politica ma una cittadina comune potevo solo limitarmi a descrivere la realtà che mi circonda, secondo le mie personali impressioni. E così ho fatto.
Sta per iniziare il terzo anno della guerra della Russia contro l'Ucraina. Gli attacchi alle città ucraine continuano regolarmente, ma sempre meno persone in Europa sembrano rendersene conto. La guerra in Ucraina è diventata una "vecchia notizia" e per mantenere l'interesse dei lettori, sono necessari nuovi conflitti militari in diverse parti del mondo, che purtroppo abbondano in questi giorni.
Parlando con un collega italiano, è rimasto sorpreso quando ha scoperto che la guerra in Ucraina è ancora in corso. Non sto affatto biasimando gli europei per la loro indifferenza, poiché comprendo perfettamente che hanno già abbastanza da fare con le proprie questioni e problemi interni, senza doversi carico anche delle problematiche degli ucraini.
Direi che sono più sorpresa dagli italiani pro-Putin, che sono particolarmente numerosi tra gli anziani. Parlando con un'affascinante signora italiana di 70 anni, mi è sembrato che alcuni italiani vedano in Putin un buon padrone e un leader forte che governa in modo severo ma giusto con il pugno di ferro. Inoltre, questo strato della popolazione italiana sogna un sovrano come Putin che con il suo pugno di ferro riporti l'ordine anche in Italia. Francamente, pensavo che gli italiani fossero un popolo amante della libertà e un tale desiderio di sottomissione masochistico mi sconvolge. Vorrei che questi fan di Putin parlassero con i miei compagni di università russi che non vogliono tornare a casa. Inoltre, alcuni di loro dicono che non torneranno in Russia finché l'attuale presidente sarà in vita. Secondo me il fan club italiano di Putin e i miei amici russi dovrebbero organizzare una tavola rotonda e farsi una bella chiacchierata.
Fortunatamente, secondo le mie osservazioni, sono pochissimi gli italiani che nei loro sogni bagnati vedono Putin come il padrone del mondo. La stragrande maggioranza degli italiani sembra pensare che la guerra in Ucraina sia finita perché hanno quasi smesso di scriverne sui giornali. Quando vengono a sapere che ogni settimana ci sono ancora bombardamenti su diverse città, chiedono sorpresi: "Perché non capitolate?". Rimango sempre sbalordita da questa domanda. Non so come spiegare a queste persone che capitolare e rinunciare volontariamente alla propria indipendenza per diventare una provincia di uno Stato dittatoriale non mi sembra una grande opzione.
Gli stessi ucraini sono consapevoli che l'attenzione dell'Europa verso l'Ucraina si è già affievolita. E se pensate che ci piaccia andare in giro con col cappello in mano a mendicare armi, vi sbagliate di grosso. È un'esperienza terribilmente umiliante. Ma non abbiamo alternative. E se dobbiamo continuare a cercare sostegno finanziario dai nostri vicini per l'acquisto di armamenti al fine di preservare la nostra nazione, lo faremo. Perché altrimenti l'Ucraina come entità statale cesserà di esistere. E insieme a essa, sparirà la zona cuscinetto tra la Russia e la NATO.
È importante sottolineare che, sebbene Odessa abbia subito bombardamenti con conseguenti vittime e distruzioni, questo è ben lontano dalla devastazione che si verifica da due anni nell'est del paese o a Mykolaiv e Kherson, nel sud dell'Ucraina, dove i bombardamenti sono più frequenti, le distruzioni più diffuse e le vittime più numerose.
Nel corso dei primi anni di conflitto, quando tornavo a casa in estate, notavo un prevalente atteggiamento positivo tra i miei concittadini. Vivevamo di rabbia e desiderio di vendetta, senza considerare la possibilità di capitolare o negoziare. Inoltre, va notato che il colpo principale nel sud del paese è stato subito da Mykolaiv, consentendo a Odessa di mantenere una vita quasi normale. Nonostante gli allarmi aerei regolari e le notizie provenienti da Mykolaiv, i cittadini hanno continuato a frequentare le spiagge (nonostante il divieto d'accesso) e i numerosi bar e ristoranti.
Quando sono tornata a casa nel novembre 2023, ho potuto percepire chiaramente il cambiamento dell'atmosfera in città. Sarebbe sciocco dire che, dopo due anni di guerra, la gente non fosse stanca. Il fervore di un tempo è stato sostituito dalla stanchezza e dalla consapevolezza che potremmo rimanere bloccati in questo conflitto per molto tempo, e nessuno sa quanto. Le notizie dal fronte non sono incoraggianti e le previsioni dei commentatori politici sono sempre meno ottimistiche. A dicembre, un missile ha colpito un edificio residenziale, causando vittime e distruzione. Il 1° gennaio, la Russia ha bombardato la città poco dopo la mezzanotte; anche in questo caso un proiettile ha colpito il cortile di un edificio residenziale, e ancora una vita è stata interrotta troppo presto. Gli abitanti di Odessa ora ascoltano con maggiore attenzione gli allarmi aerei, che sono diventati una costante nella vita quotidiana. La scorsa settimana, le schegge dei proiettili abbattuti sono cadute su un edificio residenziale e diverse famiglie sono rimaste senza casa in pieno inverno.
La cosa strana è che questa è diventata una normalità della vita quotidiana. Ma la rabbia non è sparita. È questo il carburante che ci fa resistere al nemico, che non ci ha piegato lo scorso inverno quando, a causa dei bombardamenti sulle infrastrutture, gli abitanti di Odessa sono rimasti nelle case fredde, senza riscaldamento e senza elettricità, a volte per 20 ore al giorno. La Russia aveva previsto che questo ci avrebbe spezzato, ma siamo sopravvissuti a quell'inverno. La Russia predice costantemente la nostra imminente sconfitta, ma dopo ogni attacco ricostruiamo le infrastrutture e andiamo avanti. La gente va a lavorare, i bambini vanno a scuola, il commercio è in corso e persino nuovi caffè stanno aprendo in città. Tutto questo avviene con il familiare accompagnamento degli allarmi aerei. E la vita sembra continuare normalmente. Ma a volte si passa davanti a uno degli edifici danneggiati da un altro bombardamento e si distoglie lo sguardo dalle finestre carbonizzate e dai muri distrutti. Perché è necessario continuare con la propria vita. E come ho già scritto, la capitolazione non è un'opzione". A.S.
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La lettera dell’Ambasciatore 🇺🇦 @melnyk_yaroslav al Sindaco di Modena Dott.@GCMuzzarelli
sull’inaccettabilità di conferenza dedicata alla giustificazione della guerra🇷🇺 contro l’Ucraina&immoralità di tali eventi in Italia.
#StandWithUkraine
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Con @Aliautonomie siamo partiti da Don Milani perché molte sue battaglie sono contemporanee. “Sortirne insieme”, con la forza degli Enti Locali e degli amministratori. Da qui parte l’alternativa, dalle politiche locali. E al Governo chiediamo di non scaricare tutto sui sindaci.
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C’è un’indagine penale a mio carico per questo articolo. Sono stato querelato dal Fatto quotidiano e/o da un/a suo giornalista.
Di fronte a una storia del genere la gente normale va a nascondersi, i fuoriclasse vanno in tribunale: When in trouble, go big!ilfoglio.it/cronaca/2023/05/…
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Il #18aprile 1948, 75 anni fa, quasi 30 milioni di italiani si recano alle urne per eleggere il primo Parlamento dell’era repubblicana #75Costituzione.
La giornata elettorale sulle pagine dei giornali, conservati presso la Biblioteca della Camera dei deputati.
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#24febbraio | L'Italia si stringe all'Ucraina nell'anniversario dell'invasione: i monumenti storici e i palazzi istituzionali della Repubblica sono illuminati con i colori nazionali ucraini 🔵🟡
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Replying to @MeanAzione @AngeloMoretti40 @carloassi @BentivogliMarco @rbonacina @VITAnonprofit @Bergamaschi_III @ABergonzoni @MoVI_nazionale @siamonoitv2000 @ComuneCernusco
Mannaggia... Come mai lo vedo solo ora?
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Sanna Marin, semplicemente:
nitter.gq/dwnews/status/15990037…
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Trovate oggi su Repubblica una nota dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (che dirigevo prima dell'elezione al Senato) sul quadro programmatico del governo. Vi consiglio di leggerla perché molto ben fatta. PS: ragazzi e ragazze dell'Osservatorio, mi mancate!
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Grazie Mario.
We wish you the very best for the future.
Whatever it takes.
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Ukraine's counter-offensive in the south rolls on: blue and yellow flag raised over the village of #Myrolyubivka, in Kherson province, liberated together with the nearby settlement of #Arkhangelsk
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Dichiararsi pronti a negoziare dopo aver annesso territori, come fa ora Putin, non è certo una novità. 6 ottobre 1939: dopo aver annesso la Polonia, Hitler annuncia di essere pronto a negoziare la pace con Francia e Gran Bretagna. Eppure qualcuno ora dirà che Putin è pacifista.
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Il tema dell'evasione fiscale dovrebbe essere centrale nella prossima campagna elettorale. Ricordiamoci di chi introdusse in passato condoni (=premi agli evasori), tipo "scudo fiscale", e di chi li vuole reintrodurre sotto altri nomi. Le tasse le paghino tutti per pagarne meno.
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Sincerely grateful to #MarioDraghi for unwavering support to 🇺🇦 in fighting against Russian aggression & defending common European values - democracy & freedom. We'll keep working to boost 🇺🇦-🇮🇹 cooperation. I'm convinced that the active support of 🇮🇹 people for 🇺🇦 will continue!
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#24luglio. Il balletto degli irresponsabili contro Draghi può provocare una tempesta perfetta. Ora è il tempo di voler bene all’Italia: ci aspettano mesi difficili ma siamo un grande Paese.
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The Force is STRONG with Zelenskyy
#StandWithUkraineNOW 🇺🇦🇺🇸
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Nel 1948 il Piano Marshall. Tecnicamente, "European Recovery Program".
Oggi, raggiunta la pace, una Ucraina Libera avrà bisogno di un "Ukraine European Recovery Program".
Bello e forte sarebbe che l'Europa, appellandosi ai suoi cittadini, fosse pronta per un "Piano Spinelli".









































